GILDA DEGLI INSEGNANTI

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La replica di Cinzia Piccinini a Marcello Veneziani

In riposta a Marcello Veneziani.

di Cinzia Piccinini


Certo esiste la libertà di opinione. Ma se a esprimere questa opinione è un sedicente intellettuale vicino al governo, con ampie possibilità di documentarsi ed esprimere la propria opinione sugli esiti di quelle ricerche ci si aspetterebbe qualcosa di meno umorale e vicino al più becero dei luoghi comuni.

Sembra che il nostro "giornalista" non legga, non consulti e non viva nulla della realtà della scuola, ma abbia un parente antiquato e brontolone (la politica, il governo, la pioggia) che è stato a scuola da discente negli anni Sessanta, ci sia tornato poco dopo come docente e non abbia capito più nulla, aspettando una grata pensione, ormai lontani gli incubi notturni di quando andava a scuola da studente ed era terrorizzato.

La giornalista gli chiede perché in Italia ci sono pochi laureati e diplomati e lui non risponde alla domanda, anzi ci aspetteremmo dicesse che ce ne sono anche troppi, decisamente somari.

Ma la vera chicca è sulla selezione che segue “criteri demagogici e politici”. Sono tali i corsi di laurea, i concorsi e gli esami abilitanti? Non si capisce proprio di cosa parli.

Se poi pensa ai famosi corsi abilitanti dei primi anni Settanta si consoli: quegli insegnanti ormai stanno andando tutti in pensione, ma non hanno fatto tutti i danni che Veneziani vorrebbe far credere, sono stati insegnanti quando ancora il nostro mestiere aveva rispettabilità sociale, che dipende da quanto siamo pagati, non da quanto siamo bravi e colti.

A proposito di quanti sono gli insegnanti qualcuno glielo dica, il Ministero ha da poco pubblicato sul sito le cifre della scuola, può fare i conti e vedrà da solo quanto ha sbagliato: nell’anno scolastico 2004-05 non arrivavamo, contando proprio tutti, a 700.000 e i tagli da allora non si sono fermati.

Se poi siamo in un Paese così corrotto dove la clientela e la parentela hanno lo strapotere che hanno questo sì è un retaggio storico, ma dovremo metterci in cattedra e far lezione. Gratis, no grazie.


Cinzia Piccinini

Gilda degli Insegnanti di Ferrara




9 gennaio 2006