di
Gianfranco Giovannone
Nella sezione INIZIATIVE
docentinclasse.it ha avviato un confronto tra le proposte dei sindacati più
rappresentativi della scuola sulla questione dei benefits agli insegnanti
(ingresso gratuito nei musei, teatri, concerti, deducibilità delle spese
professionali, ecc.). In questo articolo vogliamo dare un breve sguardo a
quanto avviene in Europa, servendoci della Banca dati Eurydice, la stessa
Banca dati cui si rivolge il MIUR, che a sua volta attinge a Eurostat,
Statistiche dei Conti nazionali),
http://www.eurydice.org/Documents/KeyTopics3/it/ Frameset3.htm
Pur avvertendo che non sempre i dati sono del tutto attendibili (ad esempio
vengono erroneamente accreditati all’Italia fantomatici benefici relativi alle
spese di viaggio per raggiungere la propria scuola) e che nel rapporto non vi
è alcun accenno alla deducibilità delle spese professionali nei vari Paesi
europei, il confronto risulta comunque interessante ai fini della nostra
iniziativa.
Per benefits, si intendono “i benefici o compensi in natura corrispondenti ai
beni e ai servizi forniti gratuitamente o a tariffa agevolata dal datore di
lavoro ai dipendenti, che possono utilizzarli a loro piacimento per soddisfare
i propri bisogni o quelli dei membri del proprio nucleo familiare”.
Presentiamo qui una sintesi dei diversi benefici economici esistenti nei vari
Paesi. I vari tipi di incentivi sono più estesi in un gruppo di paesi che
comprende la Germania, la Spagna, la Francia, la Finlandia, la Svezia,
l’Estonia, la Lettonia, l’Ungheria e la Polonia.
E’ interessante notare quanto siano diffusi nella maggior parte dei Paesi (tra
i quali come già osservato è stata conteggiata erroneamente anche l’Italia) i
benefici relativi alle spese di viaggio, che comprendono la copertura delle
spese per il tragitto tra la casa e la scuola dell’insegnante, viaggi
“ufficiali” all’interno del Paese o all’estero per motivi professionali e , in
Ungheria e Polonia, anche i viaggi ferroviari personali.
Altrettanto interessante è osservare come in molti Paesi siano previsti anche
benefici relativi all’alloggio, che riguardano la copertura parziale o totale
delle spese scaturite dall’insediamento dell’insegnante nella località in cui
si trova la scuola – si pensi a quanto sarebbero utili tali benefici per gli
insegnanti italiani che hanno la loro sede di servizio nelle isole, nelle
impervie zone montane, o sono comunque costretti al pendolarismo. Tali
benefici comprendono l’indennità di trasferimento per la prima nomina, il
sostegno finanziario totale o parziale per l’alloggio, o un mutuo ipotecario a
condizioni agevolate come avviene ad esempio in Grecia, Danimarca, Spagna ed
Estonia.
E non sono affatto trascurabili neppure gli altri tipi di benefits, come i
benefici relativi al vitto, che includono i buoni pasti o il servizio mensa
gratuito e che sono diffusi in quasi la metà dei Paesi Europei, e i benefici
relativi all’acquisto di attrezzature informatiche o all’acquisto di libri o
di materiale di cancelleria per uso personale degli insegnanti. Se pensiamo
che in molte scuole gli insegnanti italiani devono pagarsi anche le fotocopie
da utilizzare per il proprio lavoro quotidiano…
L’assenza di qualsiasi forma di benefits per gli insegnanti italiani
testimonia quale sia la considerazione per l’istruzione e la cultura nel
nostro Paese, quindi l’iniziativa che abbiamo avviato e su cui intendiamo
confrontarci con i sindacati più rappresentativi della scuola intende colmare
una lacuna non solo economica, ma di dignità professionale, di cultura e di
civiltà. E’ amaro constatare che su questo fronte dobbiamo imparare da Paesi
come L’Ungheria, l’Estonia, la Lettonia o la Grecia che certo non hanno il
nostro status politico ed economico internazionale.
Gianfranco Giovannone