Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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COME LEGGERE LA “BUSTA PAGA” 

Uno dei quesiti più frequenti riguarda la comprensione della busta paga, leggera ma sufficientemente complicata nella decodifica. Cerchiamo adesso di darne lettura insieme.

In alto: la Direzione Provinciale del Tesoro che eroga lo stipendio e il Centro di elaborazione, i dati anagrafici del docente e il numero di partita di pagamento attribuito al dipendente.

L’inquadramento  retributivo: informa sulla qualifica del docente (ordine di scuola) e la sigla CL indica l’anno iniziale della posizione stipendiale (come prevista dalla tabella E allegata all’ultimo CCNL) da cui derivano lo stipendio lordo – da qui la voce STIPENDIO nella seconda parte del cedolino – e la quota di INDENNITA’ INTEGRATIVA.

Segue l’imponibile ai fine dell’Irpef mensile – su questo vengono calcolati l’importo delle detrazioni, l’aliquota Irpef massima e media.

Successivamente troviamo il dettaglio ritenute con indicazione dell’imponibile e della % a carico. Queste voci andranno a determinare l’importo netto dello stipendio dell’indennità integrativa e del Compenso individuale.

A fianco sono riportate le detrazioni d’imposta che comportano la riduzione Irpef: dipendono dalle singole condizioni famigliari.

La seconda parte della distinta di pagamento riporta le voci che compongono la retribuzione e per ciascuna viene riportato il valore lordo, la retribuzione netta delle ritenute previdenziali ed assistenziali e l’importo Irpef al netto della detrazione d’imposta. Vediamo le voci:

Stipendio: è la retribuzione base determinata dal Contratto per l’ordine di scuola a cui apparteniamo (vedi tabelle Contratto 1995 con incremento 1996 e nuova decorrenza 1999).

Dal 1996 non abbiamo più avanzamento biennale ma progressione su sette fasce stipendiali (vedi inquadramento retributivo) non più legata all’obbligo di aggiornamento.

L’indennità integrativa speciale dovrebbe consentire l’adeguamento degli stipendi al costo della vita. Per la scuola materna/elementare e per gli insegnanti diplomati della media è pari a lire 1 030 111.

Il Compenso Individuale Accessorio è quel falso aumento che ci hanno elargito in via transitoria con l’ultimo contratto e rientrerà ……

Decorre dal luglio 1999 e riguarda tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato e i docenti di religione con incarico annuale.

Per i supplenti fino al termine delle attività didattiche decorre dall’assunzione e non può superare i 10 mesi, mentre chi è su posto vacante ne usufruisce per l’intera prestazione. Chi si trova in posizione i part-time ne riceverà una corresponsione proporzionale. Può essere presente la voce Aggiunta famiglia connessa alla situazione famigliare. L’assegno per il nucleo famigliare è attribuito attraverso domanda dal dipendente. Eventuali variazioni di stato devono essere tempestivamente comunicate dal docente.

Da queste voci otteniamo l’IMPORTO NETTO da cui vengono decurtate le seguenti ritenute:

L’addizionale regionale Irpef (istituita nel ‘98) è determinata applicando l’aliquota fissata dalla regione.

Seguono eventuali ritenute per adesione sindacale (il nostro codice è 800/SG4) prestiti o L. 335/95 per il periodico conguaglio pensionistico.

Infine l’Irpef spettante  (di solito siamo sull’aliquota del 33,5%) a cui viene tolta la detrazione di imposta precedentemente citata.

Dalla differenza tra gli importi Netti (che tanto netti non sono visto l’elenco delle ritenute assistenziali e previdenziali) e le ritenute, otteniamo lo stipendio.

A parte sono i compensi per le aree a rischio, per la funzione obiettivo e il compenso accessorio.

Silvana Boccara