Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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UNA SCUOLA IN CUI CREDERE
LETTERA APERTA DI UN CANDIDATO DELLA GILDA AI COLLEGHI

Amico, amica, collega che hai iniziato a leggere questa lettera, concedimi, ti prego, ancora qualche minuto della tua attenzione.

Forse sai già che nei giorni 9,10, 11 del prossimo dicembre si svolgeranno nella nostra scuola le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie: forse sai pure che esse serviranno non solo ad eleggere i rappresentanti sindacali dei lavoratori nelle singole Istituzioni scolastiche, ma anche a determinare la rappresentatività dei vari sindacati del comparto, cioè la forza contrattuale che ogni Organizzazione sindacale avrà a livello nazionale nei prossimi tre anni.

Siamo dunque chiamati a decidere il destino del nostro lavoro e della scuola italiana: se dare il nostro consenso ai sindacati che hanno firmato gli ultimi contratti di lavoro, e accettare così la logica della “scuola- azienda” da essi praticata e difesa, oppure se esprimere il nostro dissenso e la nostra voglia di cambiare, con una scelta diversa.

Io credo che la scuola non sia un’ azienda che offre “servizi” a “clienti”, ma una comunità educativa democratica, un’Istituzione dello Stato che ha il compito di formare cittadini preparati e responsabili. Credo che nella realizzazione di questo compito la professionalità degli insegnanti sia fondamentale e debba essere riconosciuta e valorizzata dal punto di vista normativo e retributivo.

Credo anche che essa non venga valorizzata, bensì avvilita da contratti che attribuiscono poteri “manageriali” ai Dirigenti Scolastici, che incoraggiano la proliferazione dei “progetti” e la “flessibilità” nell’insegnamento, che introducono concorsi e “funzioni-obiettivo” o altri improbabili meccanismi per premiare i “più bravi”, come da riforme che riducono gli insegnanti a baby-sitter, assistenti sociali o tutori privati, espropriandoli della loro autorevolezza e libertà decisionale, e trasformano le scuole in supermercati, preoccupati solo di soddisfare le richieste delle famiglie e del “territorio” per non perdere clienti.

Io credo che la scuola dello Stato non possa funzionare bene senza insegnanti sereni e motivati; e credo che per trovare serenità e motivazione gli insegnanti abbiano bisogno di una definizione chiara e realistica dei propri compiti istituzionali, di sicurezza, stabilità, libertà nell’esercizio della loro professione e rivalutazione della loro funzione sociale.

Credo pure fermamente che non ci si possa rassegnare a subire passivamente la concezione aziendalistica ed esterofila della scuola a cui da anni si ispirano le politiche dei governi italiani e gli impianti dei contratti collettivi di lavoro, e a lasciar distruggere quanto di buono è rimasto della nostra tradizione scolastica, mortificare e svuotare di senso l’insegnamento. Ognuno di noi deve fare una scelta di campo: e decidere in quale scuola credere.

Io credo che i sindacati tradizionali siano incapaci di interpretare le esigenze della scuola e dei docenti, e di tutelarli. Per questo ho deciso di candidarmi come R.S.U. nella nostra scuola, nella lista della Gilda degli Insegnanti.

Il ruolo di Rappresentante Sindacale non è facile né comodo da interpretare. Anzi, talora può divenire assai ingrato. Essere R.S.U. non significa gestire un piccolo potere personale, per tutelare gli interessi propri o del proprio gruppo, per ottenere soldi, o privilegi, o per far carriera. Essere R.S.U. significa porsi al servizio di chi nella scuola lavora, e cercare, talora fra incomprensioni e difficoltà, spesso in solitudine, di difendere i diritti di tutti e di collaborare al buon funzionamento della scuola.

Consapevole di questo, io ti chiedo di votare alle prossime elezioni non solo e non tanto la mia persona, che spero comunque non ti sia sgradita, quanto la Gilda che io rappresento, l’Associazione professionale di docenti che unica, coerentemente, in tutte le sedi istituzionali, difende l’insegnamento e la scuola in cui io credo.

Collega, se hai deciso di raccogliere il mio appello e scegliere la lista per la Gilda, ciò ti fa onore: è una dimostrazione di consapevolezza, di libertà, di amore per la scuola e per la nostra professione. Con il tuo aiuto ci batteremo per:

1) la scuola dello Stato, laica, democratica, gratuita e aperta a tutti;
2) la difesa della dignità e libertà dell’insegnamento;
3) le aree contrattuali specifiche per docenti ed a.t.a;
4) l’incremento reale delle retribuzioni e l’indennità di funzione docente;
5) il ridimensionamento delle attività aggiuntive e la rivalutazione del lavoro d’aula;
6) la semplificazione normativa e la certezza del diritto;
7) le immissioni in ruolo e la fine del precariato.

Se, anche grazie al tuo sostegno, la nostra rappresentatività sindacale aumenterà, potremo difendere insieme, con maggior efficacia, il nostro lavoro, la nostra dignità, la nostra libertà e la libertà della scuola, nostra e dei nostri figli. Ti assicuro che farò del mio meglio.

Grazie.

Il voto deve essere frutto di una scelta responsabile, meditata, libera da condizionamenti .

Il voto non deve essere vincolato, scambiato, comprato e venduto, estorto.
Il voto è libero e segreto e va espresso liberamente, nel segreto dell’urna.

PENSACI

UNA SCUOLA IN CUI CREDERE C’È:

È LA SCUOLA DEMOCRATICA DELLA GILDA

Francesco Lovascio