Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Il sindacato dei presidi: “tutto il potere A NOI!”
di Rino Di Meglio



L’ANP (Associazione Nazionale Presidi) – il maggior sindacato dei dirigenti scolastici – ha presentato un ricorso al TAR del Lazio chiedendo l’annullamento del Contratto Scuola.

E’ molto interessante leggere il ricorso perché il documento fornisce chiare indicazioni su quanto sia becera la politica seguita da questa Organizzazione e quali effetti distruttivi abbia sulla scuola.

In pratica questi signori – che stanno arruolando insegnanti per presentare le loro liste anche per le elezioni delle RSU – vogliono semplicemente attribuirsi dei poteri assoluti in materia di orario di servizio degli insegnanti, di assunzione e licenziamento, di gestione della scuola.

Intendono spogliare di ogni competenza sia il Collegio dei Docenti che le RSU d’Istituto.

Insomma vogliono dirigere la Scuola come un’azienda privata, ma non vogliono neppure avere i sindacati tra i piedi, come dire: la botte piena e la moglie ubriaca.
In sostanza i presidi dell’ANP, nel loro ricorso, chiedono l’eliminazione del potere del Collegio dei Docenti di deliberare il “Piano Annuale delle Attività”, quello che, in base al contratto, deve definire tutti gli impegni di lavoro dei docenti (insomma vorrebbero disporre a loro totale piacimento dei docenti, di giorno e forse anche di notte); ritengono inoltre illegittimo l’affidamento alla contrattazione d’Istituto dei criteri per l’articolazione dell’orario dei docenti.

Non finisce qui: l’ANP chiede pure che siano tolte al Collegio dei docenti “la funzione gestionale del Piano dell’Offerta Formativa” e la “facoltà di attivare o meno le Funzioni Strumentali”( ex Funzioni Obiettivo).

L’ultima perla della splendida collana dell’ANP è un grido di dolore in difesa della libertà sindacale, ovviamente la propria, lamenta infatti la negazione del diritto di assemblea ai sindacati non rappresentativi.

Eh già! Non contenti di presiedere il Collegio dei Docenti, vorrebbero gestire con il loro sindacato anche le assemblee in orario di servizio del personale da loro diretto, che così si trasformerebbero in Collegi supplementari, sicuramente affollatissimi, per non contrariare il “Capo”.

La politica dell’ANP ha inciso negativamente e non poco sui livelli di convivenza tra docenti e dirigenti nelle singole scuole, creando spesso un clima pesante di conflittualità e mortificazioni di cui non si sentiva proprio il bisogno.

Ci auguriamo che prima o poi la parte sana tra i Dirigenti, composta da chi si ricorda di essere stato un insegnante, si risvegli e che lo sparuto gruppo di docenti che ha aderito al sindacato dei presidi (con speranze di carriera) arrossisca di vergogna e torni tra i colleghi.

Rino Di Meglio