Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Una sporca faccenda
di Rino Di Meglio



Com’è noto, i dirigenti scolastici non appartengono più al comparto scuola ma hanno ottenuto un contratto tutto per loro, essendo stati inseriti in un’area specifica con la qualifica di Dirigenti Scolastici. Con la contemporanea realizzazione dell’autonomia scolastica, i dirigenti sono pure divenuti titolari di contrattazione a livello di ciascuna istituzione scolastica. Essi stipulano dei veri e propri contratti con i rappresentanti sindacali dei lavoratori delle istituzioni scolastiche che dirigono (le RSU), sono quindi assimilati al datore di lavoro di un’azienda.

La maggioranza dei dirigenti scolastici sindacalizzati è rappresentata da un sindacato che si chiama A.N.P. (Associazione Nazionale Presidi), la minoranza si ritrova sparsa in Cgil, Cisl, Uil e Snals, sindacati nei quali, pur essendo pochi, ricoprono anche incarichi importanti.

Non contenta dei risultati ottenuti, l’A.N.P. ha ritenuto di modificare il proprio statuto e di aprire il sindacato dei dirigenti anche ad una parte degli insegnanti, quelli definiti “alte professionalità”.

Quali sarebbero queste alte professionalità? Niente di meno che quei docenti che, per il particolare rapporto di fiducia, ottengono, nelle scuole, degli incarichi di collaborazione con il dirigente scolastico.

Già fino a questo punto, l’operazione appare di basso profilo e moralmente censurabile: i dirigenti scolastici dell’ANP nominano dei collaboratori, li promuovono sul campo “alte professionalità” e poi li arruolano, con tanto di quota d’iscrizione, nel loro sindacato. Ma non è finita qui, (controllare sul sito internet per credere: www.anp.it) ora hanno deciso di portare avanti, senza nessun pudore, il loro disegno. Abbiano pazienza i lettori se siamo ripetitivi: i presidi dell’ANP nominano le alte professionalità, le fanno iscrivere al loro sindacato, chiedono loro di presentarsi quali candidati per le RSU con le quali dovranno contrattare. Risultati sperati: nel migliore dei casi ottenere la rappresentatività anche nel comparto scuola e acchiappare un po’ di esoneri sindacali a spese dei sindacati degli insegnanti, nel peggiore dei casi, eleggere, in quante più scuole possibili, delle RSU con le quali svolgere una contrattazione “senza problemi”.

Noi denunciamo con tutte le nostre forze quest’operazione che consideriamo vergognosa e ci chiediamo se in questo paese esista qualcuno che possa far rispettare i principi costituzionali e le leggi dello Stato.

L’operazione tentata non ha precedenti negli ultimi trent’anni, ovvero da quando nel 1970 fu emanata la legge n. 300 conosciuta come lo Statuto dei lavoratori, con la quale si stabilì un esplicito divieto di costituire “sindacati di comodo”.

Per rinfrescare la memoria dei distratti, riportiamo testualmente l’art.: 17 della legge n. 300 del 1970 “è fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari, o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori”.

Rino Di Meglio