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Lettera del Coordinatore Nazionale in
occasione delle elezioni per le RSU
a dicembre in ogni scuola si tornerà a votare per eleggere le RSU. La
costituzione di questi organismi è stata imposta dalle Confederazioni sindacali
in tutti i luoghi di lavoro senza alcuna distinzione, senza attenzioni per le
specificità e per le professionalità presenti in ognuno di essi. Per le
Organizzazioni sindacali tradizionali evidentemente i luoghi di lavoro sono
tutti uguali e altrettanto probabilmente pensano di chi vi lavora. Una filosofia
di massificazione aberrante tanto più nella scuola, dove le differenze segnano
le responsabilità e "il prodotto" sono i ragazzi, cioè il nostro stesso futuro.
Uguale filosofia ha ispirato l'ultimo contratto, in linea con quelli
precedenti, portando avanti la logica dell' appiattimento, della negazione dei
ruoli e delle specifiche responsabilità. La Gilda ha denunciato in tutte le
sedi istituzionali la pericolosità e la potenzialità devastanti di questa
filosofia sindacale, sostenendo ovunque, come primo passo, la necessità della
separazione delle aree di contrattazione e in seconda istanza la separazione
delle RSU di scuola affinché ogni professionalità presente nelle istituzioni
scolastiche potesse disporre di strumenti di azione sindacale specifici e
distinti. Gli spazi politici e istituzionali sono stati trovati, le soluzioni da
noi indicate potevano essere promosse, ma CGIL, CISL UIL E SNALS si sono
ostinatamente opposti in nome di una presunta solidarietà tra categorie che
gli insegnanti hanno sempre sentito ed offerto, ma mai ricevuto.
Nella scuola la scelta di costituire le RSU é stata coniugata con una autonomia
di stampo aziendalista e con l'attribuzione della dirigenza ai capi di istituto.
A posteriori, evidentemente pentite di aver avallato queste scelte politiche, le
organizzazioni sindacali tradizionali hanno sostenuto che le RSU sarebbero
servite a riequilibrare lo strapotere assegnato, con il loro consenso, ai
dirigenti scolastici. Affermazioni rintracciabili in tutti i loro documenti
ufficiali e nelle dichiarazioni dei loro segretari generali. In realtà hanno
tentato di nascondere abilmente una realtà che poi è stata sotto gli occhi di
tutti, cioè che queste stesse organizzazioni, annoverando tra i propri
iscritti i dirigenti scolastici, attraverso i legami sindacali tra dirigenti e
RSU, avrebbero condizionato pesantemente, come è poi davvero successo, la vita e
il governo delle scuole autonome.
Laddove è accaduto poi che i colleghi RSU di organizzazioni sindacali diverse
dalla GILDA si siano posti in autonomia di azione e di scelte rispetto a
dirigenti del loro stesso sindacato, essi hanno dovuto assistere impotenti a
veri e propri commissariamenti della RSU da parte dei segretari provinciali
delle organizzazioni sindacali firmatarie. Ma in tutte le realtà in cui erano
presenti RSU GILDA non è andata così, i nostri rappresentanti, svincolati da
legami sindacal-clientelari con i dirigenti, hanno rappresentato in maniera
autentica i colleghi che li avevano eletto.
Hanno:
o imposto modelli di comportamento improntati alla trasparenza degli atti;
o costretto ad una distribuzione equa delle risorse;
o puntato alla valorizzazione della professionalità e del lavoro d'aula;
o riaffermato sempre il rispetto degli organi collegiali, della loro sovranità,
delle loro delibere;
o realizzato contratti di garanzia per tutti.
Su questa strada, le RSU GILDA sono state capaci di trascinare sovente anche i
colleghi di altre organizzazioni sindacali. Ma questo ruolo trainante e forte
delle RSU GILDA è costato ai nostri colleghi spesso enormi sacrifici personali,
in termini di tempo ed energie spese e non di rado essi hanno dovuto pagare un
prezzo molto alto nelle relazioni interne. Di tutto ciò siamo coscienti, siamo
anche sicuri che il lavoro compiuto in questi tre anni costituisce un patrimonio
che non potrà essere disperso, che non deve essere disperso. Siamo
consapevoli altresì delle titubanze di alcuni a ripetere l'esperienza fatta, il
"chi me lo fa fare" è una posizione a cui dobbiamo considerazione e
rispetto. Ma la certezza che le maggiori difficoltà sono state vissute e
superate in questi tre anni, ci rende certi che il prossimo mandato sarà meno
difficile : questa sicurezza dovrebbe stimolare tutti ad essere presenti, a
mettere a disposizione la propria esperienza perché non si ripetano errori e si
possa procedere sulla strada tracciata proprio da noi, dalle RSU GILDA. Non
possiamo certo lasciare in mano a dirigenti scolastici e ad RSU dello stesso
sindacato la gestione delle risorse finanziarie, umane e strumentali delle
scuole. Era questo l'obiettivo che gli altri si erano posti tre anni fa,
assumere totalmente il governo delle scuole attraverso dirigenti ed RSU, ma in
tutte le scuole in cui c'erano RSU GILDA, questo progetto è fallito.
Oggi dobbiamo ripetere il successo di allora e renderlo ancora più grande,
più visibile, perché il progetto di una scuola gestita in maniera diversa, che
la GILDA vuole affermare, è tanto più valido con un’autonomia a pieno regime e
con dirigenti sempre più lontani dai problemi della didattica e dell’istruzione
e sempre più attenti alle questioni finanziarie e amministrative, con crescenti
sindromi di onnipotenza.
Non possiamo consentire che i colleghi siano lasciati totalmente senza una vera
rappresentanza, sarebbero espulsi rapidamente e in via definitiva dal governo
delle scuole, dal controllo sull'uso delle risorse interne, dalla possibilità di
far crescere i livelli di certezza del diritto e di trasparenza degli atti
interni, dalla speranza di sconfiggere il malcostume delle clientele e delle
camarille affaristiche.
Non possiamo permetterci di lasciare che la nostra professione sia gestita e
condizionata da altri, da chi con essa nulla ha a che fare. Per queste ragioni a
tutti gli iscritti, ai simpatizzanti, ai colleghi che leggeranno chiedo di
sostenere i candidati delle liste Gilda Unams, di votarli comunque, con la
coscienza che solo loro saranno dalla parte di chi li ha eletti, in piena
autonomia e libertà di giudizio e di azione. La vostra
scelta consentirà alla Gilda di essere sempre più forte, anche sul piano
nazionale, il voto RSU infatti servirà a determinare la percentuale di
rappresentatività nazionale delle organizzazioni sindacali.
Votare GILDA, oggi più che mai, è votare per la difesa della propria
professione, delle condizioni di esercizio di essa, per promuovere una scuola
fondata sulla democrazia interna, non asservita a logiche manageriali e
aziendalistiche che ben poco hanno a che fare con i fini dell'istruzione, con i
valori che dobbiamo trasmettere alle future generazioni di studenti.
Decidete di essere protagonisti del
vostro futuro professionale:
sostenete e votate GILDA UNAMS.

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