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Mozione S.M.S. "Sibilla Aleramo" di Melito di
Napoli AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ITALIANA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
AL PRESIDENTE DEL SENATO
AL MINISTRO LETIZIA BRICHETTO
ALLA VII COMMISSIONE PERMANENTE CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE
ALL’ONOREVOLE ADORNATO PRESIDENTE VII COMMISSIONE
AL DIRETTORE GENERALE DELL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI
AL SINDACO DEL COMUNE DI MELITO
AI SINDACATI: CGIL SCUOLA
CISL SCUOLA
UIL SCUOLA
GILDA
COBAS
SNALS
MOZIONE DEL COLLEGIO DOCENTI SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA
Il Collegio Docenti della S.M.S. “Sibilla Aleramo” di Melito di Napoli (Na)
riunitosi in data 30/03/04, constatato che il Consiglio dei Ministri ha
approvato il primo decreto attuativo della legge 53/2003 senza tener conto delle
richieste espresse dal mondo della scuola, dalle famiglie e dagli Enti locali,
ESPRIME
la propria riprovazione per il delinearsi di una scuola di minor qualità e,
contrariamente a quanto più volte dichiarato dal Ministro, certamente non
all’altezza del confronto europeo,
RITIENE
che questo decreto svilisca la scuola pubblica e la funzione docente,
EVIDENZIA
che:
- si riduce il tempo scuola obbligatorio con gravi conseguenze soprattutto nelle
zone considerate “a rischio” (come quella in cui opera la “Sibilla Aleramo”)
dove la scuola rimane l’unico riferimento valido in situazioni di grave disagio
sociale e culturale;
- le ore facoltative previste dal Decreto legislativo smembrano l’unità del
gruppo classe favorendo la formazione di ghetti di alunni meno abbienti o
culturalmente svantaggiati;
- verrà progressivamente cancellata la classe di concorso A033 con conseguente
esubero del relativo personale docente;
- utilizzando surrettiziamente come argomento l’esigenza di essere alla pari con
gli altri Paesi europei, con il pretesto di introdurre una seconda lingua
straniera si riducono le ore d’insegnamento della lingua inglese, e si finisce
di fatto col porre gli studenti italiani in situazione di inferiorità rispetto
ai colleghi europei. Il Ministro sembra ignorare che in tante scuole, fra cui la
nostra, prima della Sua “riforma”, esistevano corsi di bilinguismo per un totale
di 6 ore settimanali di lingue straniere (che il taglio dei finanziamenti rende
ormai inattuabili) e opportunità di potenziamento grazie all’utilizzazione di
docenti di madrelingua;
- si riducono le ore di insegnamento dell’ambito letterario-antropologico
laddove si lamenta da più parti la scarsa padronanza dell’italiano da parte
degli studenti universitari nonché l’ignoranza della storia del nostro Paese o
delle più elementari conoscenze in campo geografico;
- crea una gerarchia tra i saperi prediligendo alcune discipline rispetto ad
altre;
- crea una gerarchia tra gli insegnanti con l’introduzione della figura del
docente TUTOR ;
- l’introduzione del “portfolio” può condizionare anzitempo la scelta del
percorso di istruzione o di formazione, prefigurando destini ed esiti scolastici
degli alunni, soprattutto di quelli con background culturale povero;
- le famiglie già poco attrezzate culturalmente, come quelle per le quali la
“Aleramo” ed in genere le scuole di “trincea” impegnano i loro sforzi maggiori,
non sono sempre in grado di valutare la portata di un’ampia offerta di
opportunità formative.
Ritenendo che ben altri, e di altro segno, rispetto a quelli proposti dai
documenti ministeriali, siano gli interventi che garantiscono la qualità
dell’istruzione e della professionalità dei docenti e cioè:
a) un numero meno elevato di alunni per classe; venga il Ministro a rendersi
conto di persona delle condizioni in cui lavora il docente con una classe di 23
o 25 alunni fra i quali sono compresi spesso anche più alunni diversamente abili
(magari anche privati del docente di sostegno alla classe!);
b) spazi e strumenti minimi di lavoro (sa il Ministro che i docenti acquistano
di tasca propria parte del materiale destinato agli alunni per il lavoro
curriculare, che un computer su ogni banco è un sogno lontano anni-luce e che i
collegamenti ad internet sono a loro totale carico, dovendo essi utilizzare il
computer a casa?);
c) la continuità didattica, messa al tappeto dall’assillo improduttivo del
risparmio ad ogni costo (perché i soldi servono per le scuole private e per le
famiglie che vi iscrivono i figli);
il Collegio
RESPINGE
l’istituzione dell’insegnante TUTOR in quanto tutti i docenti hanno pari dignità
e l’ingresso di una figura con maggiori responsabilità disarticola il clima di
collegialità e di cooperazione esistente;
RIFIUTA
di proporre criteri per l’individuazione di docenti tutor dal momento che la
funzione di ogni docente è articolata e complessa e che il lavoro degli
insegnanti è il risultato di una complementarietà per cui è essenziale il lavoro
di squadra. Né, d’altronde, può essere data delega ai Dirigenti da parte di
chicchessia, perché ciò si configurerebbe come una presa di posizione
illegittima, prematura ed arbitraria;
DENUNCIA
che il Decreto invade settori che riguardano il CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO
(normativa vigente sul ruolo docente e sulla funzione docente artt.24, 25 e art.395
D .l.vo 297/94) e viola la COSTITUZIONE (artt.33, 37) nonché la CONTRATTAZIONE
D’ISTITUTO che ha competenze esclusive in materia di organizzazione del lavoro e
di orario dei docenti.
PER QUANTO ESPOSTO IL COLLEGIO
C H I E D E
IL RITIRO DELLA LEGGE 53/ 2003 E DEL DECRETO ATTUATIVO
Approvato all’unanimità, con voti 67 (62 su 62 presenti più 5 voti espressi con
delega scritta)
Il Collegio Docenti S. M. S. “Sibilla Aleramo”
Melito di Napoli, 30 marzo 2004
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