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MOZIONE COLLEGIO DEI
DOCENTI 6° Circolo Didattico “IQBAL MASIH” Quartu Sant’Elena (Cagliari)
Al Presidente della Repubblica Italiana Al Presidente del
Consiglio dei Ministri Al Presidente della Camera dei Deputati Al Presidente del
Senato della Repubblica Al Ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti
Alla VII Commissione Permanente Cultura, Scienza e Istruzione Al Direttore
Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Dr. Armando Pietrella Al Presidente
della Regione Sardegna All’Assessore della Pubblica Istruzione della Regione
Sardegna Alle Organizzazioni Sindacali Alla Stampa
Il COLLEGIO DEI DOCENTI DEL 6° CIRCOLO DIDATTICO “Iqbal Masih”
DI QUARTU S.E. riunitosi il giorno 30 Marzo 2004 per discutere e deliberare
sulla riforma della scuola
ESPRIME ANCORA UNA VOLTA
la propria contrarietà all’impianto
complessivo di Riforma poiché essa:
-
stravolge senza alcuna ponderata motivazione l’impianto
organizzativo e didattico della scuola elementare; -riduce le risorse per la
scuola; -produce un marcato abbassamento dell’offerta educativa, riducendo i
contenuti educativi e culturali di alcune discipline, introducendone altre in
un confuso quadro normativo ed organizzativo e cassando nel contempo le ore
d’insegnamento obbligatorie per ciascun alunno; -istituisce la figura del
tutor, nel consueto confuso quadro normativo, abolendo però di fatto la
contitolarità e la collegialità tra docenti e creando una perniciosa
gerarchizzazione dei ruoli; -prevede un’astratta e inattuabile
personalizzazione dei piani di studio; -crea confusione nei ruoli specifici
dei docenti e dei genitori; -mira a ridurre pesantemente gli organici del
personale docente e ata.
DENUNCIA - l’opera gravemente fuorviante di disinformazione
condotta capillarmente nei confronti dell’opinione pubblica; - i meccanismi
attraverso i quali si vorrebbe da una parte dare avvio concreto alla riforma e
dall’altra impedire ogni forma di dissenso da parte della classe docente.
Il Collegio dei Docenti
ESAMINATO
il Decreto Legislativo n° 59/2004, concernente la definizione
delle “norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo
dell’istruzione”, ai sensi della Legge 53/2003, le Indicazioni Nazionali per i
Piani di Studio Personalizzati, la CM 29/2004 e la Circolare n° 37 del 24 marzo
2004 che accompagna la bozza di Decreto Interministeriale sugli organici; Per
quanto concerne il profondo mutamento che ci si appresta a concretizzare nella
scuola elementare – scuola primaria:
-
condanna l’abolizione della finalità ”della formazione
dell’uomo e del cittadino” secondo i principi della Costituzione, ritenendo
che alla base di tale disconoscimento agisca l’intento di mortificare il
valore ideale della stessa Costituzione Italiana e di negare il principio
dell’insegnamento uguale per tutti, fondato sulla laicità, sulla condivisione,
sulla libertà d’espressione; - condanna l’abolizione del tempo pieno e del
sistema modulare con la riduzione dell’orario scolastico a 27 ore per tutti
gli alunni, ritenendo che tale riduzione vada a ledere gli essenziali diritti
delle bambine e dei bambini. Rileva inoltre la sconcertante non curanza e il
drammatico dilettantismo con i quali si sottace il problema dell’abnorme
abbondanza di contenuti in relazione alla contrazione dell’orario: cosa che di
fatto imporrà tempi ancora più serrati all’attività scolastica, spazzando via
per sempre l’utopia dei “tempi distesi” dell’apprendimento e provocando un
netto peggioramento della qualità dell’offerta formativa; - condanna la scelta
di rendere opzionale un’altra quota dell’orario scolastico, peraltro in un
quadro di assoluta confusione normativa; - condanna la scelta che tale quota
opzionale sia sottoposta ai “desiderata” delle famiglie, e che in assenza di
figure professionali interne capaci di esaudire tali desiderata la scuola
debba affidare parte dei suoi compiti ad esperti esterni e/o agenzie private;
- condanna il provvedimento che permette l’ingresso alla prima classe di
bambini di cinque anni e mezzo d’età, rilevando come, ancora una volta, alla
base di tale scelta non esista alcuna logica, essendo del tutto estranea alla
scienza psico-pedagogica moderna l’istanza di accelerare i tempi del naturale
sviluppo cognitivo del bambino, cosa ritenuta di per sé negativa e
controproducente. Rileva inoltre, anche in questo caso, il dilettantismo e la
non curanza con cui ci si appresta a creare delle classi prime fortemente
disomogenee, con bambini cognitivamente, affettivamente ed emotivamente capaci
di seguire i normali percorsi educativi, elaborati in decenni di esperienza
magistrale, e altri che potrebbero rischiare invece di trovarsi in uno stato
di grave disagio o incapacità; - condanna la cieca cesura con la quale si è
voluto spazzare via il patrimonio di esperienza nell’insegnamento costruito
faticosamente negli ultimi decenni, (con enormi professionalità nei diversi
ambiti disciplinari acquisite sul campo e spesso con formazione pagata in
proprio dalle/dai docenti) ed imperniato sulla condivisione delle
responsabilità e sulla collaborazione tra docenti del team, attraverso le
quali si concretizza quella unitarietà dell’insegnamento e si promuove quell’unità
della conoscenza che oggi viene disconosciuta dalla Riforma. Rileva, inoltre,
che l’imposizione di una figura culturalmente predominante, il tutor, e di
figure ad essa subalterne, i docenti dei laboratori o diversamente impiegati,
sottintende una inaccettabile gerarchizzazione delle discipline e delle
conoscenze, ed una loro autentica polverizzazione; - condanna, quindi, la
divisione tra insegnanti tutor e insegnanti “altri”, quale malcelato tentativo
di creare una gerarchia nei ruoli che lede la dignità dei docenti; gerarchia
che l’ordinamento legislativo attuale peraltro non prevede, essendo la
funzione docente tutelata non solo dal principio della libertà
dell’insegnamento, ma anche dalla piena responsabilità e dal pieno controllo
del proprio agire, in termini di programmazione del lavoro, di potestà
decisionale e di rapporti con le famiglie dei discenti; - condanna la scelta
di costruire un ruolo subordinato per docenti non-tutor, i cui pareri sulla
programmazione del lavoro e sulla costruzione e articolazione dei cosiddetti
“piani di studio personalizzati”, sarebbero non vincolanti ma di tipo
genericamente “consultivo”: anche in questo caso, oltre alla dignità del ruolo
docente, a pagarne le conseguenze sarebbe l’unitarietà dell’insegnamento e
l’unità della conoscenza, entrambe annientate in una scala gerarchica nella
quale i percorsi didattici, le scelte educative e le strategie d’insegnamento
sarebbero sottoposte al vaglio finale di un unico insegnante, il tutor; -
condanna la scelta di lasciare alla sola discrezione dell’insegnante tutor -
previa “consultazione con i docenti altri” - il potere di decidere a quali
attività, un bambino piuttosto che un altro, è degno e meritevole di
partecipare alle specifiche attività nei laboratori, ovvero quale piano
personale di studio potrà seguire, ovvero a quale “gruppo di livello” dovrà
appartenere, ritenendo che il democratico sistema di condivisione e di pari
dignità tra docenti del team, che questa Riforma spazza via, fosse il più
valido strumento per garantire uguale trattamento e uguali opportunità a tutti
gli alunni; - condanna la sola ipotesi che taluni alunni possano essere
ritenuti meritevoli di accedere a determinate attività e taluni alunni no: si
verrebbe così ad attuare una forma di discriminazione, o a gettare le basi
perché tali forme di discriminazione possano impunemente compiersi,
eventualità che oltre ad essere di per sé ignobile disconosce tanto i dettami
della moderna scienza psico-pedagogica (che suggerisce, secondo le diverse
capacità, approcci diversi allo stesso sapere e non approcci a saperi
“superiori” per gli uni e a saperi “inferiori” per gli altri), quanto
l’esperienza venutasi a costituire nel corso dei decenni nella scuola
elementare italiana, sinora portata ad esempio in tutto il mondo per la sua
capacità di assicurare lo stesso diritto all’istruzione; - condanna
l’arroganza, la violenza e la protervia con la quale i pareri espressi dai
docenti nelle istituzioni deputate, quali gli organi collegiali, in questi
ultimi due anni scolastici e fortemente critici nei confronti di una Riforma
ritenuta nefasta, siano stati ignorati.
In particolare, riguardo all’articolo 7 comma 5 del D.L.vo
n° 59/2004, in riferimento alla figura del docente “unico” responsabile delle
attività educative e didattiche, e in relazione a quanto invece sancito nelle
altre norme vigenti e nel contratto nazionale di lavoro
RILEVA
-
che la responsabilità delle attività educative e didattiche
è parte irrinunciabile della funzione docente; 2. che il rapporto con le
famiglie rientra tra le attività funzionali all’insegnamento di tutte/i le/i
docenti; 3. che la compilazione degli atti relativi alla valutazione è
un’attività che rientra nelle attività funzionali all’insegnamento di tutte/i
le/i docenti;
PERTANTO
il Collegio dei Docenti ribadisce che tutte/i le/gli
insegnanti del Circolo Didattico hanno le medesime responsabilità e doveri
relative alla funzione docente;
RILEVA, ALTRESI’
- che il DPR 275/1999, "Regolamento sull’autonomia",
stabilisce (art. 1) che "il Piano dell’Offerta Formativa è il documento
fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni
scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare,
educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro
autonomia(…)";
E CHE PERTANTO
- le nuove articolazioni orarie, didattiche ed organizzative
che si verrebbero a determinare con l’istituzione del tutor e le modalità
suggerite dal decreto 59-2004 stravolgerebbero il Piano dell’offerta formativa
attualmente in vigore, approvato dal Collegio dei docenti e dal Consiglio di
Circolo, sia per i bambini e le bambine del primo anno le cui famiglie hanno
effettuato l’iscrizione per il prossimo anno scolastico che per gli alunni già
iscritti negli anni passati. Infatti,le iscrizioni (e le conferme) sono state
fatte in base all’ordinamento vigente e sulla base dell’offerta formativa in
corso e ben prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto in
oggetto. Se si modificasse "in corsa" - e così sostanzialmente -l’organizzazione
didattica, sulla garanzia della quale i genitori hanno operato le loro scelte,
verrebbe meno il presupposto della libera scelta delle famiglie ed il "patto" al
quale l’Istituto si è "vincolato" nei loro confronti.
Il Decreto legislativo invade la sfera di potestà che in base
alla normativa tuttora vigente spettano ancora al Collegio dei docenti (D.L.vo
297/94, art. 7, comma 2: "Il collegio dei docenti: a) ha potere deliberante in
materia di funzionamento didattico del circolo o dell'istituto. In particolare
cura la programmazione dell'azione educativa anche al fine di adeguare,
nell'ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di
insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento
interdisciplinare. Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di
insegnamento garantita a ciascun docente" e art. 126: "1. La programmazione
dell'attività didattica, nella salvaguardia della libertà di insegnamento, è di
competenza dei docenti che vi provvedono sulla base della programmazione
dell'azione educativa approvata dal collegio dei docenti in attuazione
dell'articolo 7 . 2. La programmazione dell'attività didattica si propone: a) il
perseguimento degli obiettivi stabiliti dai programmi vigenti predisponendo
un'organizzazione didattica adeguata alle effettive capacità ed esigenze di
apprendimento degli alunni; b) la verifica e la valutazione dei risultati; c)
l'unitarietà dell'insegnamento; d) il rispetto di un'adeguata ripartizione del
tempo da dedicare all'insegnamento delle diverse discipline del curricolo, in
relazione alle finalità e agli obiettivi previsti dai programmi). Il Decreto
legislativo invade la sfera di potestà spettante in base alla normativa vigente
alla contrattazione nazionale (in materia di profili professionali, mobilità,
retribuzione, carriere) e d’Istituto che ha competenze esclusive in materia di
organizzazione del lavoro e di orario dei docenti (art.6 del CCNL).
RILEVA ANCORA CHE
-
esistono sostanziali contraddizioni tra le indicazioni
sull’entrata in vigore del decreto disposte nei diversi articoli del decreto
stesso; - le iscrizioni alle classi prime, per l’anno scolastico 2004-05, sono
state fatte con la normativa preesistente e sulla base di questa i genitori
hanno formulato la loro scelta; - le classi 2°, 3° 4° e 5° hanno iniziato e
sviluppato un percorso pedagogico - didattico connaturato ad una precisa
modalità organizzativa; - i genitori al momento dell'iscrizione hanno scelto e
ulteriormente confermato per i loro figli un dato modello organizzativo ed il
percorso specifico che ne deriva; - non si ritiene possibile né in alcun modo
funzionale l'applicazione retroattiva di una disposizione di legge; -
costituirebbe comunque grave danno al percorso cognitivo e affettivo dei
bambini la disgregazione e la destrutturazione di quell'insieme forte
all'interno del quale questo percorso è nato e cresciuto, insieme costituito
dal team modulare, dal gruppo classe, dalle modalità e dai tempi attuali di
organizzazione della didattica; - solo centrandosi sul proprio consolidato
progetto la scuola ha gli strumenti per offrire ai bambini del primo anno la
certezza di un percorso educativo d’apprendimento ricco e qualificato.
TUTTO CIO’ CONSIDERATO il Collegio dei Docenti del 6° Circolo
Didattico “IQBAL MASIH” di Quartu S.E. (Cagliari), AVVALENDOSI:
-
dei diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica
Italiana; - delle prerogative sancite dal D.L.vo 297/94 ("potere deliberante
del collegio docenti in materia di funzionamento didattico... adeguamento
dell'azione educativa alle specifiche esigenze ambientali, coordinamento
interdisciplinare, collegialità"); - dei diritti sanciti dal Dpr 275/99
(“Regolamento sull’autonomia") che attribuisce alle Istituzioni scolastiche
"autonomia didattica" (ad esempio definizione dei tempi dell’insegnamento e
dello svolgimento delle singole discipline e attività, aggregazione delle
discipline in aree e ambiti disciplinari, ecc.) e "autonomia organizzativa"
(cioè: salvaguardia delle compresenze e della contemporaneità, impiego dei
docenti, modalità organizzative coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa"
della scuola, ecc.), ed in particolare richiamandosi ai principi dell’art. 8
che consentono "l’adeguamento dell’organizzazione didattica alle effettive
esigenze formative senza condizionamenti connessi a modelli predeterminati ed
impartiti dall’esterno";
DELIBERA - che le competenze delineate nell’art. 7 comma 5
del decreto legislativo in oggetto, spettano a tutti i docenti senza alcuna
distinzione funzionale e/o gerarchica, poiché tutti i docenti hanno non solo
pari dignità e libertà d’insegnamento, ma una formazione e un profilo
professionale equivalente, attestati dalle leggi dello Stato (art. 3, art. 4,
art. 5 del DPR n° 275/1999); - che pertanto non saranno individuati criteri per
la proposta di designazione dei tutor, e che le/i docenti del Circolo non
accetteranno comunque alcun specifico incarico di tutor che si sovrapponga o si
contrapponga a quanto stabilito dalle leggi dello Stato sulla funzione docente;
- che di conseguenza non si ritiene di dover partecipare ad alcun corso di
formazione della nuova figura di tutor;
DELIBERA INOLTRE - di mantenere modalità organizzative
coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa in vigore, ovvero con il documento
su cui si fonda il patto tra scuola e famiglie, fondato sulla contitolarità,
sulla collegialità e sulla conduzione paritaria delle classi e delle sezioni,
sulla migliore utilizzazione delle competenze ed esperienze professionali,
sull’uso dei laboratori della scuola, sui progetti educativi attivati; - di
mantenere modalità organizzative le quali, sempre in coerenza con il Piano
dell’Offerta Formativa in vigore, corrispondano anche al dettato delle leggi
dello Stato in materia di libertà d’insegnamento e di parità di potestà
organizzativa, didattica e metodologica tra insegnanti; - che l’organizzazione
scolastica per le classi prime A.S. 2004/2005 sarà modulare (tre insegnanti su
due classi, 30 ore) e/o di tempo pieno (2 insegnanti contitolari su due classi,
40 ore) con suddivisione delle discipline secondo le competenze. - Nelle ore di
compresenza saranno attuate attività di recupero e di arricchimento dell’offerta
formativa sulla base della programmazione delle/degli insegnanti e delle
delibere del Collegio dei Docenti;
E RICHIEDE
il ritiro del Decreto Legislativo n° 59/2004, attuativo della
Legge 53/03; la riconferma dell’organico di Circolo e l’invio della presente
delibera del Collegio dei Docenti e delle suindicate richieste agli organi in
indirizzo.
- documento approvato con voti 39 favorevoli 1 contrario 1
astenuto
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