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Darwin? Sì grazie! Già dal 16 marzo u.s. la
Gilda degli Insegnanti
aveva denunciato la cancellazione dell'evoluzionismo dai programmi del primo
ciclo della scuola riformata. Scienziati come Rita Levi Montalcini, Margherita
Hack, Aldo Fasòlo, Alberto Oliverio, Enrico Alleva, Tullio Regge, Luciano Maiani,
Nicola Cabibbo e tanti altri, hanno aderito agli appelli lanciati da la
Repubblica e dal Museo di Storia Naturale di Milano, per scongiurare quello che
viene definito "un danno per la cultura delle nuove generazioni".

Firma anche Rita Levi Montalcini contro la decisione di
cancellare l'evoluzionismo dai programmi delle medie.
Darwin a scuola pioggia di adesioni.
E il ministro risponde agli scienziati: teorie previste
alle superiori
di ELENA DUSI
ROMA - Il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti risponde all'appello
lanciato dagli scienziati attraverso le colonne di "Repubblica". La scomparsa di
ogni accenno al Darwinismo dai programmi delle scuole medie ha suscitato
costernazione vera e propria tra gli accademici. E a loro il ministro risponde
che "la presenza e la discussione delle teorie dell'evoluzione" è prevista
"nella formazione di tutti i ragazzi dai sei ai diciotto anni".
Ma la risposta non è del tutto pertinente con l'appello: nessuno infatti ha
lamentato il fatto che Darwin non venga insegnato alle scuole superiori. E'
nella scuola dell'obbligo che la lacuna pesa, e molto. Perché, come sottolinea
l'oncologo Umberto Veronesi nell'articolo pubblicato oggi su Repubblica, "il
darwinismo" è "un abito mentale" e come tale "è fondamentale" acquisirlo "il più
precocemente possibile". Perché "a 13-14 anni i ragazzi stanno sviluppando, o
già hanno sviluppato, un loro modo di pensare e di vivere".
La risposta di Letizia Moratti non convince, e si allarga il fronte delle
adesioni all'appello. Anche Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina
nel 1986, ha sottoscritto il documento. Non solo biologi e medici come Aldo
Fasòlo, Alberto Oliverio, Enrico Alleva hanno firmato il testo. Ma anche fisici
come Tullio Regge, Luciano Maiani e Nicola Cabibbo. Migliaia di firme sono
arrivate dai lettori del sito www.repubblica.it, che possono confrontare on line
i vecchi programmi del 1979 con i nuovi appena emanati dal Ministero
dell'istruzione grazie a un sito creato da Daniele Formenti dell'università di
Pavia. Nella sola giornata di ieri hanno aderito all'appello via Internet circa
cinquemila persone. Molti fra loro gli insegnanti e i membri della comunità
scientifica, ma tutte le professioni sono ben rappresentate.
"Assurdo" e "incredibile" sono le parole più usate dagli scienziati. L'appello
di Repubblica si affianca a iniziativa analoga lanciata alcuni giorni fa dal
Museo di storia naturale di Milano, che sta girando capillarmente via mail tra
insegnanti delle superiori e universitari. Il 25 marzo sette senatori
dell'opposizione avevano rivolto al ministro Moratti un'interrogazione
parlamentare. E il biologo dell'università di Pavia Carlo Alberto Redi ha
scritto una lettera di denuncia alla rivista Nature, punto di riferimento per
l'intera comunità scientifica mondiale. "Una battaglia di retroguardia".
Definisce così, seccamente, la cancellazione dell'evoluzione dalla scuola
dell'obbligo l'editore Raffaello Cortina.
"I ragazzi faticheranno a comprendere l'origine comune della vita e avranno meno
attenzione per l'ambiente che li circonda" lamenta Roberto Della Seta,
presidente di Legambiente. "E' la seconda volta che riceviamo un ceffone da
questo ministero - lamenta un amareggiato Gilberto Corbellini, docente di Storia
della medicina alla Sapienza di Roma e determinato alfiere della causa
pro-Darwin sul Sole 24 Ore - la prima volta con il licenziamento dello
scienziato di fama mondiale Lucio Luzzatto dall'Istituto tumori di Genova. E il
secondo con la cancellazione dell'evoluzione dalle scuole medie. La verità è che
di ciò che pensa la comunità scientifica italiana al ministero non importa
niente".
L'APPELLO
"Un danno per la cultura delle nuove generazioni".
Dai nuovi programmi della Scuola media è scomparso l'insegnamento della "Teoria
dell'evoluzione delle specie". L'elenco degli argomenti da trattare non
comprende più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra"
la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione
biologica e culturale della specie umana". I programmi pubblicati nel decreto
legislativo del 19 febbraio 2004 non contengono tracce della storia evolutiva
dell'uomo né del suo rapporto con le altre specie.
Il mancato apprendimento della teoria dell'evoluzione per dei ragazzi di 13-14
anni, rappresenta una limitazione culturale e una rinuncia a svilupparne la
curiosità scientifica e l'apertura mentale.
E' senz'altro giusto spiegare che il Darwinismo e le teorie che ne sono
conseguite hanno lacune da colmare e presentano problemi insoluti, ma non si può
saltare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie.
Chiediamo dunque al Ministero dell'Istruzione di rivedere i programmi della
scuola media, colmando una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle
nuove generazioni.
Carlo Bernardini - Dip. di Fisica La Sapienza e Infn
Edoardo Boncinelli - Scuola Int. Sup. StudiAvanzati, Trieste
Luigi Luca Cavalli Sforza - Univ. di Stanford
Bruno Dallapiccola - Ist. Mendel, Roma
Ernesto Di Mauro - Genetica molecolare, La Sapienza.
Dir. Fond. Cenci Bolognetti
Renato Dulbecco - Nobel per la medicina
Margherita Hack - prof. ssa emerita di Astrofisica, Trieste
Giuseppe Novelli - docente di Genetica Umana, Tor Vergata
Franco Pacini - dir. Osservatorio di Arcetri
Massimo Pettoello - Mantovani - prof. di Pediatria,
Foggia e New York
Alberto Piazza - docente di Genetica Umana, Torino
Pier Franco Pignatti - presid. Soc. italiana di Genetica Umana
24 aprile 2004
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