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Le scuole
potranno scegliere nuovi percorsi, orari e discipline
Secondarie, la riforma decolla dal prossimo settembre. Utilizzando la
chiave dell'autonomia scolastica, il ministro dell'istruzione, Letizia
Moratti, ha messo a punto un piano per far partire dal 2005, e dunque
con un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista dalla
legge n. 53/2003, i nuovi licei, i campus, la nuova articolazione di
discipline e orari. Così come per infanzia, elementare e media
inferiore, anche per il ciclo delle superiori si annuncia dunque una
riforma fatta nel senso della sperimentazione. E senza, perciò, risorse
aggiuntive.
Il progetto (che ItaliaOggi anticipa in esclusiva) è datato 30 giugno
2005 ed è stato inviato al Consiglio nazionale della pubblica
istruzione, per il parere di rito.
Le scuole che le vorranno potrebbero dunque trovarsi,
già dal prossimo settembre, a introdurre alcune se non tutte le novità
del secondo ciclo, anche se il relativo decreto legislativo, con i vari
allegati (che disciplinano dai piani di studio ai nuovi orari), non è
ancora definitivo.
Il provvedimento, infatti, licenziato dal consiglio
dei ministri il 27 maggio scorso, deve ancora superare tutti i vari
gradini dei pareri, del parlamento e degli enti locali, prima di tornare
al governo per il varo definitivo. La delega scade il prossimo 17
ottobre, troppo tardi per far partire le novità con il nuovo anno
scolastico. Tutto rinviato al 2006/07. Un anno, questo, denso di
appuntamenti, come le nuove elezioni politiche e, dunque, la formazione
di un nuovo governo che potrebbe anche sovvertire la riforma in atto.
Intenzione già confermata da alcuni partiti del centro-sinistra. E così
il ministro è sceso in campo scrivendo un progetto di sperimentazione
che mette le scuole nelle condizioni di anticipare alcuni effetti della
riforma. I documenti di riferimento restano quel decreto e i suoi
allegati che ancora non sono definitivi. Quei documenti che da più parti
si chiede di modificare e integrare: lo chiedono le regioni, che, è
molto probabile, in conferenza unificata daranno battaglia sul destino
degli istituti tecnici e sulla gestione della formazione professionale;
lo chiede l'autorità di vigilanza sulla concorrenza e il mercato (si
veda il servizio nelle pagine a seguire), che ha condannato il sistema
di accreditamento degli enti pubblici e privati che organizzano i corsi
di formazione; lo chiedono i sindacati, che vorrebbero maggiori
sicurezze per la formazione delle future piante organiche.
Il fondamento giuridico dell'anticipo è la legge n.
275/1999, che ha già permesso la sperimentazione della nuova scuola del
primo ciclo. Il documento del ministero evidenzia come le istituzioni
scolastiche, nelle consultazioni che hanno preceduto il varo del decreto
per le superiori, ´non si sono limitate a rappresentare esigenze e
bisogni particolarmente avvertiti dagli operatori scolastici, dagli
studenti e dalle famiglie, ma hanno anche manifestato la volontà di
promuovere e realizzare progetti sperimentali'. Numerose le iniziative
già proposte, in larga misura provenienti dagli istituti tecnici che
sono sempre stati un passo in avanti nella sperimentazione di nuove
forme di didattica.
La Moratti evidenzia poi il ´clima favorevole' che si
è creato intorno a un eventuale progetto di sperimentazione. L'esigenza
di anticipare l'avvio della riforma, inoltre, non è solo quella di
´promuovere un processo di graduale innovazione che renda le istituzioni
scolastiche protagoniste del passaggio', ma anche di ´assecondare la
vocazione delle scuole all'innovazione'. La sperimentazione sarà
ovviamente fatta su base volontaria, potrà essere anche solo parziale,
sarà realizzata grazie alle risorse su cui le scuole possono già fare
affidamento e riguarderà solo gli studenti del primo anno. Dovrà essere
deliberata dal consiglio di istituto su progetto specifico approvato dal
collegio dei docenti.
Copia del
progetto dovrà essere inviata dalla direzione scolastica regionale, che
dovrà verificare i profili di fattibilità. I licei potranno scegliere
quale profilo ordinamentale realizzare: i piani di studio
personalizzati, i campus per integrare formazione e istruzione,
l'integrazione dell'offerta formativa con le nuove discipline. Il
percorso del liceo musicale potrà essere avviato solo se gli istituti
interessati stipuleranno convenzioni con conservatori, istituti
musicali, accademie di danza.
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