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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Successo formativo: quattro anni di “cura” Moratti. “I primi dati: raffica di non ammessi nei tecnici”, "Licei, bocciature record, ecco la scuola della crisi", “Professionale, il 24% bocciati”. Sono questi gli sconfortanti titoli dei maggiori quotidiani nazionali. Ma a cosa sarà dovuta questa impennata nel numero dei non promossi nella scuola superiore? Siamo forse in presenza di una ulteriore disaffezione degli allievi nei confronti della scuola? Oppure è la conseguenza di una ritrovata maggior severità nella valutazione da parte dei docenti? Quasi certamente né l’una, né l’altra cosa. Con molta probabilità è una conseguenza della “cura Moratti” per la scuola, che comincia a dispiegare i suoi “benefici” effetti. Quanti operano nella scuola sono perfettamente consapevoli di quanto il numero di allievi per classe e il rapporto docenti/allievi influiscano in maniera determinante sul cosiddetto “successo formativo”. Classi sovraffollate, continuità didattica minata dai provvedimenti sulla saturazione dell’orario di lavoro dei docenti, decremento del rapporto docenti/allievi, rappresentano una miscela micidiale, che non può che avere come ovvia conseguenza il decadimento (ulteriore) del sistema, con l’inevitabile aumento del numero degli insuccessi. La dissennata politica di tagli degli ultimi anni è con molta probabilità la causa principale, se non unica, dei disastrosi risultati degli allievi alla fine di questo anno scolastico. Ma quanto e come la “cura Moratti” ha inciso sui già precari equilibri della scuola italiana? Analizzando i dati delle pubblicazioni del MIUR (“Sedi, alunni, classi, dotazioni organiche del personale docente della scuola statale”* aa.ss. 2001/2002-2004/2005”) siamo giunti a questa conclusione:
Iscritti scuola statale tra a.s. 01/02 e a.s. 04/05
Docenti scuola statale tra a.s. 01/02 e a.s. 04/05
In pratica, nei quattro anni di gestione Moratti, a fronte di un incremento del numero degli allievi, si è registrata una consistente diminuzione del numero dei docenti, con conseguente anomala impennata del rapporto allievi/docenti. Il fenomeno risulta ancora più accentuato nella scuola secondaria superiore. Come non pensare che i risultati disastrosi che si registrano in questo fine anno scolastico, non siano una conseguenza della “cura” del Ministro? GdI – 6 luglio 2005
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