
Il portfolio nel passaggio fra primaria e
secondaria di primo grado
di Piero Cattaneo
Durante gli scorsi mesi, insieme ai fascicoli personali degli allievi sono
arrivati nelle segreterie delle scuole secondarie di primo grado le cartelle
contenenti il portfolio degli alunni che frequentano la classe prima "media" nel
corrente anno scolastico.
A un primo momento di …….panico per i dirigenti o per i Dsga circa la
sistemazione logistica di questi " materiali", normalmente piuttosto corposi, ha
fatto seguito un altro momento di …… smarrimento negli insegnanti, impegnati
nelle classi prime medie, davanti ai molti modelli di portfolio da esaminare.
Al riguardo, gli interrogativi più ricorrenti sono: ma … chi li legge, chi li
guarda ? Spettano al docente tutor questi compiti o sarebbe opportuno che tutti
i docenti dell’équipe pedagogica prendano visione ed eventuali note del
"contenuto" di ciascun portfolio? Quando leggerli ed esaminarli ? Perché ? Ma a
cosa serve il portfolio?
E poi ….. ci sono esempi di portfolio che provengono da scuole primarie
differenti e quindi impostati in modo diverso, corredati da documenti talora
molto disomogenei tra loro. Tutti questi interrogativi, ed altri ancora, sono
frutto di un disorientamento generale attribuibile a due motivazioni di fondo:
l’introduzione di una innovazione nel sistema scolastico italiano con ampi spazi
di discrezionalità lasciati a ciascuna scuola e l’ambiguità che circonda ancora
il portfolio circa la sua obbligatorietà come strumento valutativo (C.M. N°
85/2004) e la sua gestione/ tenuta da parte del docente tutor (funzione non
ancora prevista e regolamentata dal contratto collettivo nazionale del comparto
scuola (CCNL 2002/2005 ). Va sottolineata anche una diffusa perplessità tra gli
addetti ai lavori circa l’utilità reale del portfolio nel processo di
insegnamento/apprendimento degli allievi. I modelli in circolazione risultano
spesso molto complessi e di difficile gestione e spesso le scuole preferiscono
adottare esempi di portfolio già predisposti che non mettersi in ricerca per
elaborarne uno proprio.
Là dove il portfolio però è stato oggetto di ricerca da parte del collegio dei
docenti e poi applicato in modo generalizzato (o solo su alcune classi ), è
logico pensare che i risultati della ricerca avranno un seguito anche nel
correte anno scolastico, proprio sulla base dei dati di valutazione finale.
Molti sono infatti i miglioramenti che i collegi dei docenti si apprestano ad
apportare ai modelli elaborati e utilizzati negli scorsi anni, sia nella scuola
primaria che secondaria. Tra questi: una maggiore attenzione all’informazione
coperta da privacy; al coinvolgimento dei genitori nella compilazione; ai
criteri di selezione (quanti- qualitativi) circa la documentazione da inserire
nel portfolio; alle forme e alle modalità operative per la formulazione di
autovalutazioni da parte del singolo allievo, ecc.
Occorrerà prestare attenzione pure all’effettivo utilizzo del portfolio della
scuola primaria nella secondaria di primo grado, anche quando i modelli di
portfolio hanno struttura, contenuto e organizzazione differenti. Come sarà
altrettanto interessante confrontarsi tra dirigenti e docenti di realtà
scolastiche del primo ciclo allo scopo di definire tempi e procedure per la
gestione del portfolio, modalità comunicative verso le famiglie, criteri per il
passaggio del portfolio tra le scuole e il rapporto tra il portfolio e la scheda
di valutazione.
(*) docente all’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e dirigente
scolastico presso la Scuola media "Griffini" di Casalpusterlengo (Lo)
17 agosto 2005 |