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Carriera universitaria dei docenti: una proposta
Al punto 7 delle 12 proposte
per la scuola la Gilda insegnanti propone:
“La valorizzazione degli insegnanti attraverso sbocchi verso l’università e
verso un sistema integrato di formazione dei docenti”.
Più in dettaglio si propone: l’istituzione di concorsi universitari riservati a
docenti di ruolo della scuola con una anzianità di servizio di almeno 15 anni
che sotto determinati requisiti di base possano accedere alla carriera
universitaria come “professori aggregati” di seconda fascia (corrispondente per
intenderci al ruolo di professore associato) in una delle discipline di
insegnamento del raggruppamento disciplinare universitario impartite presso le
scuole di specializzazione all’insegnamento corrispondente alla classe di
concorso dai ruoli della quale provengono i docenti della scuola. (esempio:
epistemologia delle discipline giuridiche ed economiche appartenente alla SECS
P03 in cui ricade la classe di concorso A019 discipline giuridiche ed
economiche).
Si può immaginare un sistema di preselezione per titoli così configurato:
Titoli spendibili
-
Dottorato di ricerca (in una della materie
previste dal raggruppamento disciplinare)
-
Incarichi di docenza a contratto presso le
università per almeno un triennio e/o assegnicontratti di ricerca nelle
discipline inerenti il raggruppamento disciplinare
-
Master universitari1 di durata almeno biennale
inerenti la disciplina1;
-
Scuole di specializzazione (esempio scuola
superiore di pubblica amministrazione, SSIS, ecc..);
-
Pubblicazioni nelle discipline relative alla
raggruppamento disciplinare del concorso;
-
Abilitazione alla libera professione nelle
discipline oggetto del raggruppamento disciplinare;
-
Possesso di altre lauree e/o diplomi
universitari oltre quella inerente il raggruppamento disciplinare (non
necessariamente dello stesso raggruppamento, esempio 1^ laurea in
giurisprudenza per il raggruppamento di SECS P03 per insegnare epistemologia
delle discipline giuridiche ed economiche e 2^ laurea in matematica, potendosi
tuttavia immaginare un punteggio maggiore se la seconda laurea ricade
anch’essa nel raggruppamento disciplinare, nell’esempio in ipotesi 2^ laurea
in economia).
Il concorso dovrebbe essere organizzato con cadenza almeno triennale e dovrebbe
garantire l’accesso per almeno la metà dei posti disponibili agli insegnanti
provenienti dal ruolo delle scuole, immaginando un corpo docente misto, per metà
proveniente dai ruoli universitari e per metà dai ruoli delle scuole.
La natura e la valenza culturale e professionale del ruolo di professore
aggregato presso le università2 dovrebbero sconsigliare di procedere alla
valutazione, ai fini della preselezione, di titoli di base che nulla hanno a che
fare con tale ruolo; pensiamo ad esempio a titoli di servizio maturati
nell’attività scolastica come le funzioni obiettivo, lo svolgimento di incarichi
di vicepresidenza, di coordinatore ecc.. che possono e anzi devono trovare
spazio per la selezione in altre procedure di concorsi quali quelli per la
dirigenza scolastica.
Per il trattamento economico si può ovviamente fare riferimento a quello
relativo del docente universitario di seconda fascia (per intenderci, allo stato
attuale, ad un trattamento a regime di circa 500 - 600 euro in più rispetto allo
stipendio della stessa anzianità di servizio di un docente della scuola).
Si può discutere se tale concorso possa distaccare totalmente il docenti della
scuola, vincitori del concorso, presso l’università oppure collocarli in una
forma di part-time con l’insegnamento presso la scuola e quello presso le
l’università.
Oppure si potrebbe ancora ipotizzare, dopo un primo periodo, diciamo di 5 anni,
di part-time, che essi vengano definitivamente distaccati presso l’università.
Va da sé che la carriera di tali docenti presso l’università comporterebbe
l’obbligo di attività di ricerca e di pubblicazioni scientifiche che
opportunamente valutate potrebbero essere elementi selettivi, assieme alla
esperienza di docente aggregato precedente svolta, per ulteriori concorsi a
professore ordinario non necessariamente solo nelle scuole di formazione degli
insegnanti della scuola.
Un ultimo e non meno importante punto: tra i docenti impegnati nel concorso come
esaminatori non dovrebbero comparire presidi e/o ispettori didattici ma solo
docenti universitari e “docenti aggregati” come sopra definiti provenienti dal
ruolo delle scuole e già impegnati nell’attività di formazione presso le
università3.
Prof. Italo M. Scrocchia
Direttivo Gilda provinciale di Foggia
Note
1 Quello dei
master e dei corsi di perfezionamento è in verità un discorso delicato essendo
da un po’ di tempo a questa parte in voga in tutte le facoltà una sorta di
mercificazione dei titoli in questione, più volte denunciato dalla Gilda, in
occasione della loro valutazione ai fini della attribuzione del punteggio nelle
varie graduatorie; va , quindi, fatta una attenta distinzione tra i vari master
e corsi di perfezionamento ai fini della valutazione della carriera dei docenti.
2 Come, per la
verità anche, a parere di chi scrive, per i docenti della scuola.
3 I motivi di
tale scelta per chi è della Gilda sono ovvi.
20 dicembre 2005
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