Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Si respira incertezza alle scuole Trombini di Tirano: le ore settimanali per gli studenti passano da quaranta a ventisette
Alle Medie tempo prolungato a rischio
Le nuove norme sono ambigue: genitori e dirigenti chiedono garanzie

TIRANO - Giorni di incertezza a Tirano per le famiglie dei bambini che il prossimo anno frequenteranno la prima media. Mentre infatti incombe la scadenza delle iscrizioni, che dovranno essere fatte entro il 31 gennaio, proprio giovedì è arrivata dal Ministero la comunicazione del nuovo modello che, secondo la riforma Moratti, dovrebbe partire – il condizionale è d’obbligo dal momento che si attendono i decreti attuativi – il prossimo settembre. Un modello che prevede di fatto, calcolatrice alla mano, 27 ore settimanali più 6 facoltative e che dunque scompaginerebbe la vecchia formula del tempo prolungato (che prevede fino a 40 ore settimanali, anche se in genere si arriva soltanto a 36). Basta tempo prolungato, dunque? Non proprio o, almeno, non ancora. «In un altro punto del comunicato ministeriale – spiega la dirigente della scuola media Trombini di Tirano, Giovanna Sciaresa – si assicurano dirigenti e famiglie che la formula del tempo prolungato sarebbe stata comunque garantita. Un’apparente incongruenza. Per questo, anche alla luce delle informazioni che ci arrivano dal Csa (ex Provveditorato, ndr), il quale ci ha assicurato l’organico, abbiamo detto alle famiglie di considerare ancora il modello attualmente in vigore. Con la riserva da parte nostra di riconvocarli nel caso arrivassero ulteriori aggiornamenti». Un problema di incertezza che, ovviamente, non riguarda soltanto la scuola media Trombini ma che, a Tirano, coinvolge un numero consistente di famiglie. «Circa un centinaio» spiega la dirigente, cui si deve aggiungere la ventina di ragazzi che il prossimo anno si iscriveranno alle scuole di Villa, anch’esse sotto la dirigenza tiranese. «Lì, tra l’altro, stavamo ragionando proprio quest’anno di reinserire il tempo prolungato con la seconda lingua straniera obbligatoria – continua Sciaresa – in accordo con i genitori. a questo punto l’idea rimane, bisognerà vedere se sarà possibile attuarla sulla base della nuova normativa». Anche in questo caso, infatti, la via adottata è quella di procedere con l’iscrizione secondo il vecchio modello, salvo poi essere pronti a una correzione di rotta in corsa, nel caso arrivassero ulteriori informazioni da Roma. «Siamo in una situazione di forte incertezza – commenta la dirigente della Trombini – anche perché vorremo avere comunque la sicurezza che se il prolungato parta, poi arrivi fino alla fine dei tre anni». Una situazione vissuta con comprensibile smarrimento dal centinaio di famiglie coinvolte ma che, gioco-forza, dovrà risolversi in tempi brevi. Il 31 gennaio è dietro l’angolo.

Michela Nava