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Tempo pieno in classe: piace ma è "a rischio"
Tra le novità che dovranno decollare con il prossimo anno scolastico 2004-2005
sicuramente un rilievo particolare ha il “tempo pieno” che si trasforma in
“tempo flessibile” nelle intenzioni della Riforma Moratti (per le prime classi),
e tocca anche le elementari di Piacenza, dove il 67 per cento degli scolari
sceglie il “tempo pieno”, sempre più amato dalle famiglie, tanto che in scuole
come la Taverna, Sant'Antonio, Borgotrebbia o Mucinasso è la sola formula
(assente il modulo). E ci sono scuole, come la De Gasperi, dove su 200 scolari
solo 16 fanno seguono il modulo, o la Carella (185 alunni a tempo pieno, 12 per
il modulo). Con la riforma andrà in soffitta il tempo pieno? Difficile dirlo,
per quanto se ne sa il tempo massimo di permanenza a scuola dovrebbe essere
mantenuto (fino alle 16 e 30), meno chiari sono i servizi erogati. Le ore
restano 40, ma gli insegnanti devono programmare attività didattiche soltanto
per le 27 obbligatorie; le 10 ore di mensa non saranno più tempo educativo (con
possibili ricadute sugli organici), infine, le 3 ore restanti saranno modulate
sulle richieste delle famiglie. Che modello di scuola andranno a frequentare i
bimbi il prossimo anno? Se lo chiedono docenti, sindacati e famiglie. Il primo
decreto attuativo della legge di riforma non ha però attraversato ancora tutti i
passaggi canonici, è passato alla conferenza Stato-Regioni ma non ancora alla
commissione Istruzione e Cultura di Camera e Senato. Le organizzazioni sindacali
ne chiedono il ritiro «immediato». 4 gennaio 2004
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