Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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La stanza dei prof.

di Alessandro Longo
 

Chiusi, stipati a centinaia in uno stanzone senza finestre, per ore senza aria fresca, sudati, sdraiati su sedie di fortuna, i ventagli in mano, i fazzoletti passati sulla fronte, la bottiglietta d'acqua stretta fra le mani.

Non è la descrizione dell'ennesimo dolente ritrovamento di clandestini al largo di Lampedusa ma l'immagine di docenti italiani in attesa di un'assegnazione di cattedra. Ieri, a Roma, questi professori stremati erano così ansiosi di sapere il loro destino che nemmeno protestavano troppo. Gente che ha vinto un concorso anche dieci anni fa e da allora, dal 1994, ha lottato per avere una certezza di stipendio. Giovanna F., partita dalla Calabria nella notte, è ancora lì ad aspettare alle sei della sera, forse costretta a prendersi l'albergo. Gli uffici scolastici dicono che queste scene sono frequenti, nulla di nuovo.

Nulla di nuovo appunto: l'Italia è un paese che tratta gli insegnanti come fossero un problema più che una risorsa. E' come se dovessero espiare qualcosa. Vuoi la cattedra? E allora ti metto nello stanzone senza finestre, faccio l'appello, e tu spera di sentire il tuo nome. Gli standard europei evocati dalla Moratti sono lontani, lontanissimi."


24 agosto 2004