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Senza Letizia
di Maria Novella Oppo
Occasione mancata (nonostante i 3 milioni di resistenti a Sanremo!), la puntata
di “Ballarò” dedicata alla cosiddetta riforma Moratti. La responsabilità va in
gran parte alla stessa signora Moratti, che replicava alle critiche come il
propagandista Sandro Bondi: «Tutte menzogne della sinistra». Per poi sostenere,
quando non era in grado di difendere le sue scelte, che, rispetto alla riforma
Berlinguer, non cambia proprio niente. Il ministro Moratti ha semplicemente
assolto al suo mandato ideologico, non lasciando che si chiarisse neppure un
punto. Quando si parlava di cifre, svicolava sui princìpi generali, e quando si
parlava di scuola come diritto e non come «servizio» (reso magari alle imprese),
cominciava a snocciolare numeri. E questo nonostante il placcaggio deciso del
conduttore Floris e di una bravissima, concreta Serena Dandini. Ma una persona
come la Moratti, che non è in grado di confrontarsi con gli altri, può governare
un’istituzione che deve insegnare a confrontarsi? Su questa, che è la base della
democrazia, non basta una puntata: la Rai dovrebbe avere un osservatorio
permanente. E dovrebbe far parlare gli studenti, che della scuola non sono
«utenti», ma il fine ultimo della creazione.
4 marzo 2004
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