Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

Home     |     News     |     Comunicati     |    Rubriche    |     Documenti     |    Sede provinciale    |     Cerca    |    Archivio     |     Scrivici
 


 

Pacifica «invasione» dei docenti precari per proporre un documento contro il ddl moratti
«Scusate il disturbo». E irrompono in Senato accademico



«Scusate il disturbo». Negli emblematici sguardi di una cinquantina di precari c'era tutto il pudore per aver violato uno dei luoghi sacri del «Siculorum Gymnasium». Ma soprattutto c'era la consapevolezza di lottare per una giusta causa. Singolare quanto garbata manifestazione di una rappresentanza delle centinaia di precari (docenti, ricercatori, assistenti, contrattisti, dottorandi e borsisti) dell'Università di Catania. Erano circa 50 i precari che si sono dati appuntamento nell'atrio del Rettorato. La loro protesta - ormai da tempo al centro del dibattito nel mondo accademico - riguarda il disegno di legge delega per il «riordino dello stato giuridico e del reclutamento dei professori universitari» partorito dal Governo su proposta del ministro Letizia Moratti.

Prima due rappresentanti del coordinamento sono stati ricevuti dal rettore dell'Università etnea, Ferdinando Latteri, che li ha rassicurati sulla posizione dell'ateneo nei confronti del provvedimento. Un punto di vista espresso - secondo le spiegazioni di Latteri - sia dal senato accademico con un ordine del giorno del 2 febbraio che dallo stesso rettore nel discorso d'inaugurazione dell'anno accademico. Latteri ha inoltre fornito alcuni aggiornamenti sul «tavolo» che dovrebbe discutere di alcuni correttivi al ddl.

Ma i precari - dopo una successiva assemblea-lampo - hanno deciso di proseguire la protesta. E così, «armati» di uno striscione con scritto «No al ddl Moratti/ difendiamo l'Università pubblica» sono entrati nella sala del Senato accademico. Silenziosamente, in fila per uno, hanno esternato ancora una volta il loro stato di profondo disagio. Qualcuno, entrando nell'avveniristica sala al terzo piano del Rettorato, ha notato gli sguardi sbigottiti dei senatori accademici. E ha simpaticamente esternato: «Non abbiate paura...».

Per qualche minuto, dunque, la seduta è stata interrotta dall'intervento dei rappresentanti del coordinamento. «Abbiamo ribadito - spiega Iride Valenti, docente precaria di Lettere - la richiesta di una presa di posizione ufficiale da parte delle istituzioni accademiche, per riconoscere e rafforzare il contenuto della nostra protesta». Il Senato accademico non ha potuto inserire la discussione del documento proposto dai precari, in quanto l'ordine del giorno non consentiva ulteriori approfondimenti. In un clima di silenzio quasi surreale, gli autori della «pacifica invasione» hanno comunque ottenuto l'impegno che nella prossima seduta utile sarà inserito uno specifico punto.

E intanto lo stato d'agitazione continua. Questa mattina alle 9, in coincidenza di uno sciopero proclamato a livello nazionale, si terrà un'assemblea al Rettorato su iniziativa dei sindacati di categoria.

Ma. B.

23 marzo 2004