Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Secondo il rapporto Svimez è debole soprattutto il canale professionale
Scuola 2004 a due velocità Il Meridione resta indietro

di Elena Rembado


Una scuola che arranca. Soprattutto nel Sud, dove su 1.000 ragazzi che si iscrivono alla scuola media ben 73 (12 nel Centronord) abbandonano gli studi senza aver conseguito la licenza. Se poi si sale alla scuola superiore il tasso di scolarità è appena l'83,3% nel Sud, con uno sconfortante 88,6% nel resto del paese. Sempre nel Meridione sono soltanto 676 i ragazzi, dei 1.000 iniziali, che arrivano alla maturità, contro i 768 (un numero comunque non elevato) del Centronord. Nelle regioni meridionali su 1.000 giovani che hanno iniziato il percorso scolastico solo 354 (il 52,4% di quelli che hanno conseguito la maturità) si iscrivono all'università, contro il 73,4% delle regioni centro-settentrionali; di essi, appena 114 conseguono un titolo di studio universitario. Fra i giovani delle altre regioni italiane gli immatricolati sono 566 e in 251 concludono con successo. È una scuola a due velocità quella messa in luce dallo Svimez, l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, nel quaderno n. 23, intitolato ´Un'analisi territoriale dei percorsi scolastici e formativi', presentato da Sergio Zoppi, mercoledì scorso a Roma, alla presenza di Valentina Aprea, sottosegretario all'istruzione.

´Queste cifre', scrive Zoppi nella prefazione del volume, ´dimostrano che la scuola, se è un problema non risolto su scala nazionale, si presenta come una vera emergenza, e non da oggi, in un Mezzogiorno che non riesce a imboccare il virtuoso percorso dello sviluppo'. La ricerca Svimez evidenzia come il rendimento dell'investimento formativo sia in Italia più basso che in altri paesi europei, ulteriormente penalizzato nel Sud perché la transizione dall'istruzione al lavoro è ancora più lunga, e minore la probabilità di trovare, in tempi ragionevoli, un'occupazione coerente con gli studi. Continua in particolare a rimanere debole l'istruzione professionale.

I valori dell'Italia sono assai più bassi di quelli degli altri paesi industrializzati. La percentuale di quanti, tra i 25 e i 64 anni, hanno almeno un'istruzione secondaria superiore è pari al 43,1% (35,3% nel Sud e 45,4% nel Centronord), contro il 63,9% in Francia, il 63,0% nel Regno Unito, l'82,6% in Germania e l'87,7% negli Stati Uniti. La situazione non migliora se si parla di laureati, che in Italia rappresentano appena il 9,8% della popolazione in età lavorativa (8,9% nel Mezzogiorno e 10,3% nel Centronord), a fronte del 21% in Olanda e del 28,3% negli Usa (14,7% è la media Ocse).

In merito alla qualità dell'offerta formativa, il Mezzogiorno risulta sistematicamente svantaggiato rispetto al Centronord per dotazione di attrezzature didattiche, siano esse computer, postazioni internet, biblioteche o impianti sportivi. La situazione più drammatica si rileva in Molise, la più rosea in Puglia. Anche nella dotazione di laboratori e aule attrezzate per attività pratiche lo svantaggio del Mezzogiorno è notevole. Fa eccezione solo la dotazione di laboratori teatrali, che raggiunge in Campania il livello massimo fra tutte le regioni italiane.

6 aprile 2004