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Appello di 1400 insegnanti: "Una scelta opposta a
quella
del resto d'Europa, che penalizza il futuro dei giovani"
"Salviamo l'inglese a scuola"
Rivolta dei prof contro i tagli
È partita la mobilitazione per bloccare il ridimensionamento
delle ore d'insegnamento della lingua straniera più diffusa
di MARIO REGGIO
ROMA - "Salviamo l'inglese dalla scure della Moratti". È partita la
mobilitazione per bloccare il taglio delle ore d'insegnamento della lingua
straniera più diffusa alle elementari e alle medie. L'appello è stato lanciato
da centinaia di professori d'inglese e dai gruppi Lingua e Nuova didattica di
Bergamo, Udine, Padova, Verona, Torino e Milano. La mobilitazione è sostenuta
dal Coordinamento Genitori Democratici, dal Comitato fiorentino "Fermiamo la
Moratti" e da Meridiano scuola (www. meridianoscuola. it). Le firme raccolte
hanno superato quota 1400.
Come è noto, il decreto di riforma che riguarda i cinque anni delle elementari e
i tre delle medie inferiori prevede un drastico taglio delle ore d'insegnamento
della lingua inglese. Nelle medie, per chi ha scelto il tempo prolungato, le ore
d'insegnamento scendono da 132 a 54 l'anno. Chi invece sceglie il tempo normale,
30 ore a settimana adesso e 27 a partire dal prossimo anno scolastico, l'orario
diminuisce da 99 a 54 l'anno. Viene introdotta la seconda lingua straniera, per
due ore a settimana, troppo poco secondo gli esperti per assicurare un livello
d'apprendimento accettabile. E tutto in barba allo slogan martellante della
riforma Moratti: più inglese, internet e impresa.
"Siamo consapevoli, come docenti genitori e cittadini, che la questione
dell'inglese, così come quella di Darwin, sia solo uno degli aspetti
problematici più appariscenti della riforma Moratti - si legge nell'appello -
noi guardiamo con rammarico e un po' d'invidia ad altri Paesi, come la Francia,
in cui si sta preparando una riforma della scuola tramite un "grand débat" che
coinvolge l'intera nazione. In Italia, invece, la riforma ci è stata imposta
dall'alto con una serie di slogan e spot televisivi tanto lontani dalla realtà
da essere stati denunciati come "pubblicità ingannevole"".
Dure critiche anche dalla professoressa Maria Teresa Calzetti, segretaria
nazionale dell'Associazione Lingua e nuova didattica, una delle associazioni
professionali della scuola più rappresentative. "L'insegnamento della prima
lingua straniera non solo non viene incentivata nelle elementari, dove le
attuali 297 ore negli ultimi tre anni, vengono spalmate in cinque anni, ma si
riduce drasticamente nelle medie" commenta. "Le scelte del ministero vanno in
direzione opposta alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa. É un grave errore
che mortifica i docenti e demotiva i giovani, una decisione presa senza neanche
consultarci".
E a proposito di come è stata preparata la riforma, nel corso del Forum che si è
svolto la scorsa settimana a Repubblica, la Moratti ha sostenuto: "Abbiamo
consultato le 65 associazioni disciplinari della scuola".
Che cosa rispondono le associazioni? "Sarebbe interessante
sapere da dove spuntano le altre 50, visto che le associazioni sono in tutto 15.
A parte questo, siamo stati interpellati a cose fatte, con una lettera datata 4
aprile 2003, arrivata dopo molti giorni, che per la formulazione di un parere
dava il termine del 30 aprile. Malgrado i tempi molto stretti formulammo i
nostri pareri, ma di essi non si tenne nessun conto. È poi falso che
"sull'evoluzionismo non era stato mosso alcun rilievo", come afferma la Moratti.
Nel parere inviato dall'Associazione insegnanti di Scienze naturali si legge
appunto un richiamo all'assenza di questo tema".
19 maggio 2004
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