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In
ritardo graduatorie e assunzioni. Mancano 100mila supplenti
e 15mila di ruolo. Moratti: "A settembre saremo pronti"
Scuola, in
cattedra sale il caos dai precari già ventimila ricorsi
di Mario Reggio
ROMA - Ci risiamo. Con l'avvicinarsi del nuovo anno scolastico scoppia il
caos per l'assegnazione delle 100 mila supplenze annuali e l'assunzione di 15
mila persone, tra insegnanti e non docenti. Anzi, quest'anno, la situazione
sembra più ingarbugliata rispetto al passato.
Negli ex provveditorati provinciali il personale, richiamato di gran fretta
dalle ferie, si sta dannando sui punteggi delle graduatorie provvisorie, ma in
molte città non faranno in tempo a rispettare il termine ultimo del 25 agosto
per l'assegnazione delle cattedre. Situazione tragica a Palermo, ma pesante
anche a Bari, Roma, Bologna e Torino. Senza parlare dei 20 mila ricorsi che sono
già stati presentati. Puntuale come accade da tre anni a questa parte, arriva il
messaggio rassicurante del ministro Letizia Moratti: "Vorrei tranquillizzare
studenti, insegnanti e genitori, anche quest'anno nonostante alcune criticità
dovute al travagliato iter della legge che ha innovato il sistema dei punteggi,
garantiamo il regolare inizio delle lezioni in tutte le scuole d'Italia".
Il ministro lo chiama "travagliato iter", qualcun altro l'ha definito un vero
pasticcio. Il decreto sui nuovi punteggi è stato approvato, dopo essere stato
modificato per tre volte, solo il 27 luglio scorso. Da quel momento è iniziata
la corsa contro il tempo. Il termine ultimo per la stesura delle graduatorie
definitive è il 25 agosto. In molte città sono state rese pubbliche uno o due
giorni fa, in altre non sono ancora pronte. Dal giorno della pubblicazione i
precari hanno tempo 5 giorni per presentare i ricorsi. Scaduto il termine gli ex
provveditorati dovranno esaminarli, controllare l'esattezza dei punteggi e
ripubblicare quelle definitive. Nelle città dove si supera il termine previsto
saranno le scuole, entro il 31 agosto, a scegliere i supplenti in base alle
liste provinciali.
Per le assunzioni in ruolo la situazione è ancora più paradossale: se la
nomina definitiva arriva dal 26 agosto in poi, l'insegnante entra in ruolo e
prende lo stipendio, ma dal settembre 2005. Nell'attesa si arrangia.
Ma i guai non finiscono qui. Una volta stilate le graduatorie definitive i
docenti possono presentare ricorso al Tar. Così migliaia di cattedre verranno
assegnate in via provvisoria e aggiornate durante l'anno scolastico, la piaga di
sempre. E come se non bastasse il Tar del Lazio esaminerà il 25 agosto i ricorsi
presentati dai sindacati della scuola e da numerose associazioni contro la legge
approvata il 27 luglio. Il punto più contestato è la retroattività dei punteggi
che, tra l'altro, raddoppiano la valutazione di chi ha insegnato nelle scuole
oltre i 600 metri di altitudine, in carcere o nelle isole minori.
"A sentire i precari ed i funzionari dei provveditorati - commenta il segretario
della Cgil Enrico Panini - non sembra che le cose in tutte le province siano
come le dipinge il ministro Moratti. La tensione si taglia con il coltello: a
Torino ci sono stati errori nel sistema informatico, a Bari le nomine sono state
fatte sulle vecchie graduatorie. Sarebbe bastato spostare di qualche giorno la
scadenza per evitare il caos, salvaguardando la serenità e la trasparenza".
20 agosto 2004
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