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«Un solo rischio: creare insegnanti
di serie b»
di SELENIO CANESTRELLI
PERUGIA - E’ tutta una questione di organizzazione interna, di equilibri
radicati, ma molto sensibili ai cambiamenti: «L’inserimento dei tutor nelle
classi della scuola dell’infanzia, in quella primaria e nella secondaria di
primo grado (nella prima classe) - dice Maria Paola Sebastiani, preside
dell’istituto comprensivo scuola materna, elementare e media di Castel Ritaldi,
nei pressi di Foligno - potrebbe destabilizzare sia l'organizzazione interna di
una scuola che i rapporti con gli alunni in un’eta molto complessa e delicata.
Se la prima questione può essere superabile, con vari accorgimenti didattici ed
organizzativi, lo è meno la seconda, in quanto potrebbe rompere quella
dimensione collegiale acquisita negli anni, innescando possibili strascichi
conflittuali tra insegnanti».
Il rischio? La preside Sebastiani ribatte secca: «Il rischio potrebbe essere
quello di far emergere situazioni paradossali con docenti di serie A e di serie
B, creando dei conflitti difficilmente gestibili. Se da una parte potrebbe
attivarsi una collaborazione costruttiva al fine di arricchire l’offerta
formativa, grazie alla presenza di soggetti debitamente formati e preparati,
dall’altra si rischia di inclinare quei punti di appoggio consolidati da tempo
ed acquisiti dagli alunni e dalle loro famiglie. Ma l’eventualità tutt’altro che
remota di innescare un sovraordinamento gerarchico tra alcuni insegnanti su
altri. Una situazione, questa, che è stata già vissuta in passato, con il
passaggio dai vecchi maestri ai nuovi insegnanti».
La parola d’ordine, a questo punto, è «non dequalificare». Che significa? «Mi
spiego subito: non va dequalificato l’intervento didattico con un meccanismo
”esterno” che andrebbe ad incidere sul tessuto di una categoria che ha sempre
dimostrato di non volere divaricazioni. E’ innegabile che ci saranno dissapori,
con possibili ripercussioni, effetti collaterali nell'insegnamento complessivo,
con il rischio concreto di rendere vane molte proposte didattiche da tempo
consolidate e certe».
Perplessità anche sulla questione dell’attribuzione del tutor: «Una cosa va
detta chiaramente: la scelta del nuovo insegnante viene lasciata troppo al
libero arbitrio dei dirigenti scolastici».
6 maggio 2004
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