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La presidente Rai presenta i dati dell’Osservatorio di Pavia: c’è la par condicio, ma il Cavaliere dilaga
L’Ulivo: il premier teme il confronto
Annunziata: in tv parla solo lui, “mangia” gli alleati come Crono i figli

di ALBERTO GUARNIERI


ROMA - «Berlusconi tende a mangiare i suoi figli come un piccolo Crono». Non le manda a dire Lucia Annunziata. La presidente della Rai anticipa di due giorni la divulgazione dei dati dell’Osservatorio di Pavia sulla presenza dei politici in Rai. A suggerirle la mossa la polemica che monta attorno a ”Porta a Porta”. L’ex ministro De Mauro rifiuta di partecipare, il centro sinistra compatto dice «no grazie» a Bruno Vespa e Berlusconi e Letizia Moratti vanno così in video con solo i sindacalisti come controparte. «Il Cavaliere è onnipresente ma da solo, senza contraddittorio. Rifiuta ogni confronto» dicono i leader del Triciclo. Ma è soprattutto il malumore che monta nel Polo a far scattare l’offensiva della presidente Rai.

Infatti, riconoscendo al servizio pubblico il rispetto sostanziale della par condicio, Annunziata sottolinea come i dati dell'Osservatorio di Pavia relativi al mese di febbraio vedano «le presenze e i tempi dedicati al governo superare di molto quelli dedicati ai partiti alleati nella Cdl». Il governo ha avuto il 39,6% delle presenze nei programmi di approfondimento, contro il 12,9% della Cdl e il 35,7% dell'Ulivo. Nello stesso mese Berlusconi ha parlato nei tg Rai per 52 minuti, seguito al secondo posto dal presidente della Repubblica, Ciampi (25 minuti), da Fassino (21), Fini (17), Casini (16), Follini (15), Rutelli (15), Gasparri (12), Prodi (11) e Pecoraro Scanio (11). «Questi dati - commenta la presidente - dimostrano che c'è la necessità della definizione di regole in vista della campagna elettorale e che questo interessa non solo l'opposizione».

L’uscita pubblica del presidente (che ha avvisato un’ora prima il dg Flavio Cattaneo) suscita le critiche dei colleghi di Cda. Ma con qualche interessante distinguo per chi ritiene possibile la creazione di una maggioranza alternativa tra presidente e delusi dalla ”bulimia televisiva” forzista subisce una battuta d’arresto. Il consigliere Angelo Maria Petroni reputa «del tutto contrario ai doveri e alla deontologia del Presidente della Rai la decisione di illustrare posizioni che non hanno nulla a che vedere con la gestione dell'Azienda». Ancora più duro Francesco Alberoni: «Lucia Annunziata viola costantemente le regole del comportamento che un presidente dovrebbe tenere nei riguardi del consiglio». ”Garantista”, come lui stesso la definisce, è invece la posizione di Giorgio Rumi. Per lui: «Spetta all'azienda garantire tempi e presenze equilibrate tra maggioranza ed opposizione». Infine, Marcello Veneziani, che critica la presidente ma manifesta la necessità di un riequilibrio. A tutti comunque Annunziata risponde rivendicando con forza («comincio a perdere la pazienza») le sue prerogative. Silenzio dal direttore generale, che ieri ha scritto una lettera privata a Fassino in ordine alla sua richiesta di partecipare a ”Porta a Porta”. L’Azienda comunque sottoliena in una nota che le rilevazioni «confermano il comportamento di assoluto rispetto del pluralismo che è tradizione della Rai».

Intanto il leader Ds annuncia che continuerà a chiedere un confronto con Berlusconi e partecipa a un contro ”Porta a Porta” con gli altri leader dell’Ulivo. Rutelli sottolinea che «il premier è da sempre terrorizzato dal faccia a faccia con l'opposizione, perché si troverebbe in grave difficoltà». Nella maggioranza, Romani (Fi) sottolinea che la maggioranza, quindi anche il suo partito, è penalizzata dalla Rai, mentre il leader Udc Marco Follini si augura che «quella che si sta aprendo sia una campagna elettorale corretta. Mi rendo conto che è una banalità, ma a volte le banalità sono rivelatrici». Ed entro Pasqua, annuncia il presidente della Vigilanza Petruccioli, avremo anche il regolamento per la par condicio.

11 marzo 2004