Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Precari della Campania in allarme, anche se si temevano tagli più consistenti

DANIELA DE CRESCENZO


Saranno 479, secondo la Cisl-scuola della Campania, i posti in meno per gli insegnanti della regione. La situazione è migliorata: la prima circolare ministeriale sugli organici, infatti, dava una riduzione secca di 872 posti. Il dato è stato modificato quando sono arrivate le iscrizioni che hanno superato le previsioni e dopo la contrattazione con il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino.

E secondo Bottino in realtà i tagli sono inferiori rispetto a quelli annunciati dai sindacati: il confronto, infatti, è stato fatto dai rappresentanti dei lavoratori con il numero dei docenti che realmente hanno occupato cattedre lo scorso anno, mentre secondo il direttore i calcoli andrebbero fatti sull’organico di diritto, cioè su quello stabilito sulla carta: in questo caso il decremento sarebbe di 384 posti.

Comunque i paradossi non sono pochi: per la materna, ad esempio, ci saranno 25 sezioni in meno. Eppure la riforma prevede che possano frequentare anche i bambini che compiranno tre anni entro febbraio. E allora che cosa è successo? «In alcune zone si sono avuti meno iscritti - spiega Bottino - in altre le classi sono diminuite per la mancanza di strutture. Fortunatamente alcuni Comuni mi hanno chiesto di prendere in carico le sezioni comunali e quindi i tagli non sono stati pesanti».

Il numero degli allievi complessivamente è comunque diminuito: nell’anno scolastico 2004-2005 alle elementari ci saranno 1500 alunni in più, alle medie 3500 in meno, alle superiori 500 in più. I più danneggiati saranno come sempre i precari che rischiano di non ottenere incarichi e supplenze. Gli aspiranti professori in questi giorni stanno disperatamente cercando di calcolare le possibilità di tornare in classe a settembre. Per le medie e le superiori i tagli saranno proporzionalmente distribuiti per tutte le classi di concorso.

I sindacati scendono in campo per difendere i docenti, ma anche gli allievi che rischiano di avere una scuola qualitativamente peggiore: «Prendiamo atto - dice il segretario generale della Cisl scuola della Campania, Luigi Bifulco - della disponibilità manifestata da Bottino, anche rispetto al sostegno, per il quale, con i rapporti in deroga, verrà confermato l’organico uscente, ma non basta. La Campania non può perdere quasi cinquecento cattedre, perchè vanno varati i progetti sperimentali e rafforzata la lotta alla dispersione. Perciò abbiamo deciso di mobilitarci fino ad arrivare allo sciopero». Sulla stessa linea il segretario della Cgil di Napoli: «Oggi la scuola è complessivamente più povera - dice Buccino - basti pensare che perfino alle superiori dove ci sono a Napoli mille iscritti in più si guadagnano solo 30 posti di lavoro».

13 maggio 2004