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Precari "a perdere". Buttati ...
(cdm) - Precari "a perdere". Buttati via «come un vestito vecchio» dopo
anni d'insegnamento nella scuola, spesso in sedi disagiate. Condannati a restare
per sempre «l'ultima ruota del carro, l'ultimo vagone, quello che resta sempre
più indietro. Tanti vagoni ci passeranno davanti e noi saremo esclusi». Paola,
una dei tanti insegnanti non abilitati friulani, che per anni hanno prestato
servizio su posti comuni, sintetizza così il futuro che si prospetta a lei e ai
suoi colleghi, tagliati fuori definitivamente dalla possibilità di conseguire
«la meritata abilitazione». Tutta colpa di un emendamento al disegno di legge
che disciplinerà le graduatorie permanenti, approvato con voto bipartisan dalla
commissione cultura del Senato, che ha negato loro la possibilità di frequentare
i corsi annuali abilitanti. Possibilità concessa invece ai docenti, sempre non
abilitati, che hanno insegnato per almeno 360 giorni negli ultimi 4 anni, sui
posti di sostegno.
«Ci sentiamo discriminati», dicono gli insegnanti friulani esclusi, che - «per
ora siamo una trentina» - si stanno costituendo nel Cipna (Comitato insegnanti
precari non abilitati). «Non sappiamo capacitarci di fronte al miope
atteggiamento di alcuni parlamentari che hanno superficialmente cancellato le
speranze di 60mila lavoratori con un'età media di 35-45 anni e gran parte con
famiglia. Con la nuova riforma della scuola la sola via per conseguire
l'abilitazione è quella di frequentare le Ssis: una via non sempre possibile e
soprattutto non accettabile dopo anni di studio e di insegnamento». Il Cipna
friulano non vuole arrendersi senza lottare: «Abbiamo scritto ai rappresentanti
delle istituzioni, ai sindacati, ai parlamentari friulani. Se scenderemo in
piazza? Per ora non ci abbiamo ancora pensato». I docenti esclusi confidano nel
«buon senso del Senato», che esaminerà il ddl a partire dall'11 marzo. Dalla
loro parte anche Antonio Luongo (Cgil): «Ci auguriamo che il voto dell'aula
consenta di ripristinare un trattamento equivalente fra docenti che hanno
prestato servizio sia sul sostegno sia su materie comuni. C'è il rischio di
un'impugnativa della legge per manifesta incostituzionalità se si procedesse ad
approvare la norma votata dalla commissione, che discrimina fra categorie di
precari che hanno gli stessi requisiti di servizio».
4 marzo 2004
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