Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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La trasmissione di "Porta a Porta" del 10 marzo è stata un ...

La trasmissione di "Porta a Porta" del 10 marzo è stata un ennesimo schiaffo al diritto ad un'informazione obiettiva, ed acuisce la frustrazione di quel bisogno, fortemente avvertito non solo dagli insegnanti, di conoscere e comprendere la filosofia e le ragioni che sorreggono questa problematica riforma della scuola. L’obiettivo della trasmissione era: far passare per eccellente una riforma che presenta vari aspetti di criticità.

Il tempo-scuola destinato a svolgere il curricolo ordinario è stato drasticamente decurtato: in 27 ore settimanali bisognerà contenere l'insegnamento di tutte le discipline e comprendervi anche la quota riservata alle Regioni. Il ministro Moratti ha affermato che il tempo-scuola è aumentato, perché a queste 27 ore settimanali occorre aggiungere un massimo di 198 ore annue per attività la cui frequenza è sottoposta alla libera scelta dei genitori: si sa bene quali risultati abbiano dato in Italia in passato le libere attività complementari nella scuola. Queste attività opzionali potranno essere frequentate solo da quei pochi particolarmente motivati e in grado di scegliere in autonomia, e da quelli ancora emotivamente dipendenti dai genitori. E poi: come si farà a coinvolgere in queste ore pomeridiane i ragazzi a rischio di insuccesso scolastico e quelli che vivono in zone degradate, con famiglie che non sanno supportarli? Quale contributo potranno fornire proprio queste famiglie nella costruzione del portfolio delle competenze dei loro figli, visto che il dossier va elaborato col diretto coinvolgimento sia degli alunni che dei genitori?

La ricerca educativa ha ampiamente posto in luce che la realizzazione di una scuola democratica, che sappia fronteggiare situazioni di svantaggio e sappia accogliere gli alunni stranieri, richiede innanzitutto l'innalzamento qualitativo della didattica e la disponibilità di un congruo tempo scuola per tutti, indistintamente. L'attuale tempo-scuola di almeno trenta ore è ritenuto un buon tempo. Il ministro, a suo dire, ha rilevato una scuola disastrata sotto ogni punto di vista: non è questa la situazione che emerge dalle numerose e felicissime esperienze promosse nella scuola dell'infanzia nell'ambito dei Progetti Ascanio e Alice, dalla ricchezza organizzativa e didattica della scuola elementare e dalle sperimentazioni di nuovi indirizzi e curricoli nella secondaria.

Pasquale Avolio - INTERNET

17 marzo 2004