Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Graduatorie riaperte. No all'esclusione se si è già abilitati

Restituire ai docenti l'abilitazione annullata. Lo ha stabilito una recente pronuncia del Consiglio di stato che mette così a rischio di provvisorietà le nuove graduatorie permanenti.

Il caso
Avevano partecipato alla sessione riservata di esami per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento indetta ai sensi dell'articolo 1, comma 2 dell'ordinanza ministeriale 1/2001; avevano frequentato il corso, sostenuto e superato l'esame finale e conseguita l'abilitazione. Tutto inutile. L'Ufficio scolastico regionale del Lazio, ritenendo non ammissibile la loro partecipazione alla sessione riservata in quanto già in possesso di una abilitazione conseguita in altra sessione riservata, anche se per una classe di concorso diversa, li aveva esclusi e considerata non valida la conseguita abilitazione. Un'esclusione ritenuta, in un primo momento, legittima anche dal Tar del Lazio.

I docenti coinvolti nella vicenda non si erano arresi neppure dinanzi alla sentenza del Tar e avevano, con il patrocinio dell'ufficio legale della Uil-Scuola, presentato ricorso dinanzi al Consiglio di stato ribadendo l'illegittimità del provvedimento di esclusione disposto dall'amministrazione scolastica.

Con una recentissima sentenza, la n. 1630 del 26 marzo 2004, il Consiglio di stato ha dato ora loro ragione dichiarando l'illegittimità, con conseguente annullamento, dei decreti di esclusione essendo stati motivati ´in relazione a una causa di esclusione non prevista dalla normativa primaria e dall'ordinanza ministeriale regolatrice della procedura'.

Per effetto della sentenza agli interessati dovrà pertanto essere riconosciuta valida l'abilitazione conseguita.

Ciò consentirà loro di chiedere e ottenere l'inclusione nella terza fascia delle graduatorie permanenti dalle quali erano stati in precedenza esclusi o depennati.

Se l'amministrazione scolastica non dovesse dare immediata esecuzione a quanto disposto dai giudici amministrativi c'è il rischio che l'obiettivo che il ministro dell'istruzione si proponeva di raggiungere con il decreto legge approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri potrebbe non essere centrato.

Con il decreto legge recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004/2005, non ancora pubblicato, al momento in cui scriviamo queste note, nella Gazzetta Ufficiale, il principale obiettivo che il ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, si proponeva di conseguire era, oltre a mettere la parola fine a un contenzioso che si trascinava da tempo tra le diverse categorie del personale inserito, proprio quello di rendere, previa rideterminazione dei punteggi sulla base di una nuova tabella di valutazione dei titoli, finalmente definitive le graduatorie permanenti della terza fascia.

È del tutto evidente che se nell'arco di tempo che decorrerà dalla data di presentazione delle domande di inclusione o di aggiornamento nelle predette graduatorie a quella della pubblicazione delle graduatorie definitive non dovessero essere sanate situazioni ancora pendenti quali quelle della sentenza in oggetto, difficilmente l'obiettivo potrebbe essere raggiunto.

Una prospettiva che andrebbe sollecitamente esclusa se si vuole, appunto, dare corso al conferimento degli incarichi a tempo determinato o indeterminato per l'anno scolastico 2004/2005 nella assoluta certezza che la nomina verrà proposta a coloro che ne hanno legittimo e incontestabile diritto di graduatoria.

13 aprile 2004