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E' giro di vite sui diplomifici
In arrivo misure restrittive per le scuole paritarie
Tempi duri per gli istituti non statali. Il ministero dell'istruzione annuncia
controlli a tappeto per arginare il fenomeno dell'eccessivo numero di studenti
privatisti che si presentano a sostenere l'esame di stato presso scuole
paritarie, in continua crescita a partire dal 2000. È questo l'anno della legge
Berlinguer che ha consentito agli istituti privati di ottenere il riconoscimento
di parità con quelli statali.
´Il riconoscimento del carattere pubblico del servizio reso dalla scuola
paritaria richiede l'attivazione di forme di vigilanza e di controllo', dice il
ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, nella relazione sullo stato di
attuazione della legge n. 62/2000 inviata al parlamento.
Il ministero fa riferimento in particolare ai candidati che, riportando 8 in
tutte le materie dello scrutinio finale per la promozione all'ultima classe,
chiedono di essere ammessi a sostenere l'esame di stato per merito. Secondo il
dicastero di viale Trastevere, sono l'emblema di ´storiche anomalie e
irregolarità riscontrate in istituzioni scolastiche non statali'. La relazione
annuncia tra l'altro che è allo studio del ministero ´uno strumento normativo
adeguato che riveda i requisiti introducendo la regolare frequenza del corso di
studi e il voto di profitto otto in tutte le materie negli ultimi due anni di
corso per poter sostenere l'esame'. Ma non è tutto: il ministro attacca anche il
curioso andamento nelle iscrizioni. Il numero di alunni che frequentano scuole
secondarie superiori, con gestore privato, fa registrare infatti un anomalo
incremento degli iscritti: 11.476 iscritti al quarto e 25.022 al quinto anno. La
Moratti sollecita gli uffici scolastici regionali ad attuare le disposizioni già
vigenti che impediscono di estendere la parità a scuole con sole quinte classi.
La relazione sottolinea anche la necessità di garantire in modo più adeguato il
diritto delle famiglie di scegliere la scuola: per il 2004 sono 50 i milioni di
euro disponibili per i bonus. Troppo poco, dice la Moratti, servono maggiori
risorse.
Dichiarazioni che hanno scatenato accese critiche da parte dei sindacati. ´La
Moratti si rende conto, solo dopo tre anni, che c'è bisogno di fare controlli,
ma i controlli erano già previsti dalla legge', sottolinea Massimo Di Menna,
segretario della Uil scuola. ´In realtà non solo i controlli sulle scuole
private, che si possono fare esistendo tutte le norme, non vengono svolti ma
sono sistematicamente ignorati tutti gli esposti', accusa Enrico Panini,
segretario della Cgil scuola. ´Che poi nella relazione si denunci
l'inaccettabile mercato dei diplomifici dopo che la modifica delle norme sugli
esami di stato della Finanziaria per il 2002 e la circolare n. 31 del 2003 li
hanno riportati in auge', dice Panini, ´rappresenta un mero artificio difensivo'.
LA SITUAZIONE
Nel mondo delle scuole paritarie, la fanno da padrone soprattutto gli istituti
dell'infanzia passati dal 63% dell'anno scolastico 2000/2001 a quasi l'82% del
2002/2003. Nelle ex materne solo il 56% degli istituti è statale, contro il 91%
delle elementari e delle medie e il 76% delle superiori. La non statale insomma
primeggia nella scuola dell'infanzia e torna ad avere un ruolo importante nella
secondaria superiore.
LE REGIONI
Per la scuola dell'infanzia, il numero più alto di scuole paritarie si registra
in Lombardia e in Veneto, rispettivamente 1.735 e 1.203 istituti. Scarso il
successo al Sud, con valori di circa il 40% più bassi del Nord. Diverso il
discorso per le scuole elementari paritarie, dove la maglia rosa della
Lombardia, con 223 istituti nell'a.s. 2002/2003, è seguita a stretto giro dal
Lazio, a quota 215, e dalla Campania, con 201 strutture. Anche in questo caso,
le paritarie sono cresciute, raddoppiando rispetto al 2000/2001. Crescita più
contenuta e su valori più bassi per le medie, che sono passate da 405 a 641. Nel
confronto con l'universo del privato puro, il vantaggio è comunque notevole: nel
2000 la parità era stata ottenuta da 405 istituti su 697 privati, nel 2003 si è
arrivati a 641 su 680. È sempre la Lombardia a detenere la leadership, con 167
istituti.
Sono andate quasi al raddoppio le scuole superiori con il bollino della parità:
solo passate da 700 a oltre 1.300, su un totale di non statali di 1.600.
13 aprile 2004
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