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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Scuola, firme per difendere il tempo pieno OSIO SOTTO - Dirigenti scolastici, insegnanti e genitori stanno promuovendo in cinque paesi della Bergamasca incontri di sensibilizzazione e raccolte di firme in difesa del modello didattico a tempo pieno per le elementari. Sotto accusa c'è la legge delega di riforma scolastica firmata dal ministro Letizia Moratti, che secondo i promotori della protesta eliminerebbe di fatto il tempo pieno con la presenza di due insegnanti per classe. La mobilitazione era già iniziata prima delle festività natalizie a Verdello e Montello , con raccolte di firme all'interno del collegio docenti, iniziativa che riprenderà nel secondo circolo didattico di Treviglio (scuola elementare «Cesare Battisti») a partire dal 7 gennaio. Ieri mattina a Osio Sotto – dove l'istituto scolastico è stato tra i primi in Bergamasca a lanciare il tempo pieno, subito dopo la legge 820 del 1972 – le firme raccolte sono state 328 e la campagna continuerà fino a lunedì in piazza Papa Giovanni XXIII. «Siamo in collegamento col Coordinamento nazionale in difesa del tempo pieno – spiega l'insegnante Ettore Ghidotti – non siamo d'accordo sul fatto che la scelta positiva del passato di avere la compresenza di due insegnanti per ogni classe debba decadere. Questa riforma riduce a 27 ore il tempo obbligatorio per gli alunni, non dà pari dignità a tutte le discipline e introduce l'insegnante tutor, controfigura del maestro unico. Chiediamo di mantenere le cinque mattine e i cinque pomeriggi con la contitolarità di due insegnanti». Il 7 gennaio alle 20.30 ad Osio Sotto si terrà un'assemblea al centro sociale «Monsignor Barbisotti» sul futuro della scuola a tempo pieno, alla quale parteciperanno diversi dirigenti scolastici della zona e rappresentanti dei genitori, mentre il 17 una delegazione del coordinamento bergamasco in difesa del tempo pieno parteciperà ad una manifestazione a Roma e qui le firme raccolte saranno consegnate a dirigenti del Miur (Ministero istruzione università e ricerca). «La scelta di fondo della riforma è piuttosto chiara – spiega la dirigente del secondo circolo trevigliese, Giulia Galimberti – il tempo pieno, che è stato negli ultimi trent'anni un progetto di ampio respiro, per il quale su invito dello stesso ministero portammo avanti cambiamenti culturali decisivi, viene ridotto dalla riforma a mera scelta individuale sull'orario da parte dei genitori. Per fare un esempio: avere due insegnanti durante le lezioni è una questione di risorse che a fronte della crescente presenza di alunni extracomunitari avrebbe potuto giocare un ruolo decisivo». A. D. L.
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