Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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«Dirigenti scolastici elettivi»

Mentre ieri il Consiglio dei ministri ha autorizzato il ministero dell'Istruzione ad assumere, nell'anno scolastico 2004-2005, 1.500 dirigenti scolastici vincitori del corso-concorso riservato ai presidi incaricati, la Gilda lancia la proposta di eleggere i dirigenti scolastici.

Il ministro è stato autorizzato dal Cosniglio dei ministri anche ad avviare la procedura di reclutamento per ulteriori 1.500 dirigenti scolastici, sulla base della stima di fabbisogno riscontrata dal ministero a seguito dei previsti prepensionamenti. Mentre con ogni probabilità a settembre sarà emanato il bando del concorso ordinario a dirigente scolastico per la copertura di 1.500 posti in tutta Italia, a giorni dovrebbe pure uscire, in Sicilia, la graduatoria dei vincitori del concorso riservato, con l'unica incognita per coloro che, non avendo i requisiti della triennalità dell'incarico, avevano chiesto la sospensiva.

Sullo stesso fronte dirigenziale ammalia per certi versi la notizia diramata dalla Gilda degli insegnati che intenderebbe proporre l'elezione diretta del preside da parte del collegio dei docenti. Il ragionamento di questo sindacato appare in qualche modo ineccepibile. Non sono cariche elettive quelle del preside di facoltà universitarie? E non ha la scuola l'autonomia necessaria per formulare il Pof, stabilire la suddivisone dei fondi, nominare molti facenti funzione? E allora, via libera ai docenti di scegliersi il proprio dirigente, il sindaco di queste cittadelle della cultura che potrebbero pure consorziarsi fra loro sotto l'unica bandiera dell'unico eletto. Tuttavia, nelle grandi scuole, nulla toglie che si potrebbe pure dare il via alla formazione di liste, a filiazioni interne, non solo dei sindacati più rappresentativi, ma anche dei partiti più esposti. E nulla toglie ancora che si potrebbero formare liste civiche, assembramenti ideologici e programmatici con un unico obiettivo: governare la scuola col pugno destro o col sinistro. Sicuramente c'è l'esempio dell'università che fa riflettere, ma lì le responsabilità dei docenti sono poche e pochi sono gli obblighi che li legano agli orari e al controllo stabile dei ragazzi.

Nel documento congressuale della Gilda tuttavia non viene specificato se il collegio elegge il preside, il dirigente scolastico con tutte le sue responsabilità e funzioni, o solo il presidente dell'assemblea, colui cioè che coordina i lavori. Perché la differenza sarebbe notevole e su questa base si potrebbe pure iniziare a riflettere; anche se un bel dirigente scolastico, votato a scrutinio segreto, soggetto al ballottaggio, a comprarsi e barattare voti e fare apparentamenti all'ultimo suffragio darebbe un pizzico di sale a questa scuola.

26 giugno 2004

Pasquale Almirante