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Orciano di Pesaro, lettera aperta al
direttore dell'Ufficio scolastico regionale
"Organici tagliati e con criteri ingiusti"
ORCIANO DI PESARO - Vittorio Delmoro, insegnante presso l'Istituto
Comprensivo di Orciano, membro del Consiglio di Istituto e Rappresentante
sindacale Cgil ha scritto una lettera aperta a Michele Di Gregorio, direttore
dell'Ufficio Scolastico Regionale. "Questo messaggio è motivato dalla necessità
di capire se sono io, se siamo noi popolo della scuola a interpretare le leggi
secondo un'ottica parziale e distorta, oppure se è lei ad interpretare il suo
ruolo in maniera difforme. Mi riferisco in particolare alla questione del taglio
degli organici, a cominciare da quelli subiti dal mio Istituto : tre posti in
meno. La motivazione dichiarata sta nella diminuzione degli alunni iscritti, che
assommano a meno 4 bambini di scuola materna e a meno 17 alunni di scuola
elementare; per un totale di 21. Il che significa che si è tolto un insegnante
ogni 7 alunni in meno. Se questa fosse la logica applicata, perché allora non si
fa altrettanto quando gli alunni aumentano? I decreti sulla Riforma scolastica
affermano che l'organico del tempo pieno è congelato (almeno per un anno), che
ogni scuola avrà gli insegnanti necessari a garantire un'offerta formativa di 30
ore settimanali e che le famiglie hanno diritto a tutto quello che hanno
chiesto, comunque nulla in meno di ciò che hanno già. Perché allora viene
tagliato l'organico del tempo pieno? Perché le famiglie non vengono ascoltate?
Perché lei, nel suo ruolo di dirigente regionale, utilizza per i tagli agli
organici parametri che non figurano tra quelli previsti dai decreti di
riferimento? Se lei, direttore regionale, si è reso conto che non avrebbe potuto
eseguire la richiesta di taglio presentatale dal suo superiore ministro senza
ledere i diritti delle Istituzioni Scolastiche perché non si è rifiutato di
eseguire l'ordine? Ci sono in ballo le decine di insegnanti trasferiti dopo anni
di ruolo, o licenziati perché precari, delle loro famiglie, delle centinaia di
alunni che perdono continuità e opportunità formative, delle migliaia di utenti
su cui poi alla fine va a cadere il peso di un impoverimento generale della
scuola pubblica di stato. Se lei dunque ritiene di interpretare il suo ruolo non
come mero esecutore di ordini superiori, ma come garante di un diritto
all'istruzione e ad una scuola di qualità per tutti i cittadini di cui è
referente, non può lasciare inascoltato questo appello".
19 aprile 2004
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