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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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IL BRACCIO DI FERRO
Siamo a piazza della Repubblica, a Roma. Sono da poco passate le 14. Per la prima volta in questa primavera bizzarra il sole picchia. Un venditore di fischietti si fa largo tra la folla, è il suo giorno. Si è accorto che anche i prof, qualunque età abbiano, gli danno dentro. Il fischietto surroga il megafono e diventa un’arma di protesta. Con treni e pullman arrivano da tutta Italia, Coordinamenti di scuole e sigle spontanee popolano la piazza.
Dicono gli organizzatori: «Siamo 50 mila». La Questura raffredda gli entusiasmi: «Non più di 15 mila». Probabilmente sono 30 mila. Accade sempre così, ai cortei, è un balletto di cifre. Spunta Piero Fassino, segretario dei Ds, si unisce ai manifestanti: «Quelle della Moratti - sostiene - non sono riforme, ma provvedimenti che stravolgono il sistema dell’istruzione». Ed ecco che cosa pensa il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani: «La manifestazione di oggi (ieri, ndr) - conferma che il Movimento va avanti». Epifani parla anche di «riduzione dei diritti, come quello del tempo pieno, degli organici, dell’obbligo scolastico». Mentre Mauro Marino, responsabile scuola della Margherita, dice: «Hanno tagliato l'offerta formativa, con effetti devastanti».
Piano piano il corteo s’ingrossa. Le aspettative, però, sono deluse. «Che cosa è successo? Potevamo essere di più - commenta una prof - Il Movimento antiriforma è forte ed esteso in tutta Italia». I Cobas ci sono: «Siamo l’anima del corteo», afferma il portavoce nazionale Piero Bernocchi. Poi aggiunge: «In piazza c’è il popolo della scuola pubblica. Bloccherà la riforma, che va abrogata». Nel corteo ci sono Rifondazione, i Comunisti italiani, Legambiente, gruppi pacifisti e gli Unicobas. Ci sono anche le bandiere della Cgil, ma è una rappresentanza. Partiti di opposizione e Confederali si limitano ad un’adesione politica.
Una madre imbraccia una grossa ramazza. Accanto ha le sue due figlie, fanno altrettanto. Alle loro spalle uno striscione, sorretto da giovani e meno giovani, recita: «Spazzeremo via la riforma». Dal fronte governativo prende la parola il vicepremier: «Sarà la centesima manifestazione contro la Moratti - sottolinea Fini - Ma perché la sinistra si arrabbia tanto contro questa riforma? Perché cambia davvero e in profondità i valori della scuola, pala di pari opportunità e di eguaglianza, ma anche di selezione per merito». Anche per il Ministero si tratta di «atteggiamenti ideologici e strumentali». Prendono posizione i giovani di Forza Italia e dicono: «E' l'ennesima pagliacciata elettorale». Per gli altri partiti del centrodestra la protesta anti Moratti nasce «a tavolino, frutto di menzogne e di una strategia mistificatoria».
In
testa al corteo campeggia uno striscione su cui è scritto: «Dalla scuola
dell’infanzia all’università fermiamo la Moratti». Intanto, nel corteo i
manifestanti gridano: «La scuola siamo noi».
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