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La Gilda provinciale accusa il Governo e la sua Riforma
Gli insegnanti di educazione tecnica: attacco alla
scuola pubblica di Stato
Il Comitato degli insegnanti di educazione tecnica della provincia di Cagliari
criticano fortemente i contenuti del decreto legislativo n.59 del 2 marzo 2004 e
della circolare n. 29 del marzo dello stesso anno, in quanto che l’impianto di
tali norme rappresenti un pesante attacco ai valori democratici del nostro
paese,e in particolare della scuola pubblica. In questo modo l’associazione
Gilda insegnanti dichiara il proprio dissenso su una riforma che con il metodo
della legge delega ha riservato al Parlamento un ruolo consultivo su una
questione importante come quella della scuola che non dovrebbe essere legata a
maggioranze del momento, ma condivisa dal maggior numero di cittadini possibili,
e la cui formulazione non ha tenuto conto dei contributi di chi la scuola la
vive da anni. Il sindacato considera in maniera assolutamente negativi i
principi fondamentali della riforma in quanto destrutturano negativamente
l’attuale modello scolastico. La Gilda contesta inoltre la riduzione dell’orario
obbligatorio in una scuola che deve fare i conti con sfide pedagogiche sempre
più complesse, e denuncia i tagli operati per molte discipline e in particolare
la trasformazione dell’educazione tecnica. Tra l’altro, l’introduzione dei piani
di studio personalizzati si configura come mera astrazione teorica, con
pericolose implicazioni sui processi educativi. Sempre secondo l’organizzazione
sindacale le scelte ministeriali costringono di fatto la messa al bivio, la
classe docente, rispetto a due opzioni: di mercato e culturale-professionale.
Inoltre la riduzione dell’orario obbligatorio è una cosa assolutamente da
deprecare, soprattutto se si considera che la scuola al giorno d’oggi deve fare
i conti con sfide pedagogiche sempre più complesse, e quindi ha bisogno non di
riduzioni, ma bensì di ampliare le risorse umane esistenti. Il comitato dei
docenti di educazione tecnica dunque si rivolge a tutti gli insegnanti di ogni
ordine e grado della scuola, affinché venga imboccata la via che non giochi
sull’effetto “vetrina”, ma sull’investimento a lungo termine, privilegiando
scelte a forte valenza culturale, che pongano al centro l’insegnamento
disciplinare che coinvolgano tutti i docenti.
Il comitato dunque si impegna a sostenere tutte le forze sindacali e
associative che si facciano portavoce del disagio e della protesta, e appoggia
l’iniziativa della Gilda degli insegnanti, finalizzata alla costituzione di un
comitato referendario sulla riforma. (PcC)
21 maggio 2004
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