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Secondo il ministro l'inizio regolare delle lezioni è
assicurato. Cgil contraria
Scuola, assunti con decreto 15 mila precari
Roma - Decreto del governo sugli insegnanti precari: 15mila assunzioni e
nuove graduatorie permanenti, con la certezza che le immissioni in ruolo
renderanno regolare l'avvio del prossimo anno scolastico. Subito un'ondata di
critiche dei sindacati confederali, di quelli della scuola e dei comitati degli
insegnanti precari. Ai sindacati non piace che il governo abbia trasferito nel
decreto le proposte contenute nel disegno di legge in discussione al Senato,
forzando la procedura di approvazione e limitando quindi la possibilità di
cambiare le norme.
Quanto al merito, le 15mila assunzioni previste appaiono
inadeguate rispetto ai 288mila insegnanti in attesa di nomina in ruolo, mentre i
posti vacanti, e quindi da integrare, sono 40mila e 15mila quelli che si rendono
disponibili grazie al turn over.
Il ministero Letizia Moratti scarica sui «governi precedenti» le attese create
nel mondo del precariato. Ma la Cgil scuola parla di «pressappochismo
inaccettabile» e ritorce sul governo la colpa di un decreto, che era previsto
per settembre, con la conseguenza che tutti i tempi delle assunzioni e delle
graduatorie sono ora a rischio. Si tratta, dice Enrico Panini della Cgil, delle
contraddizioni ereditate dal ddl in corso al Senato, che fa del precariato una
«scelta strategica». E' un giudizio analogo a quello della Cisl, che giudica il
decreto come frutto di pressioni e nato al di fuori di una «scelta strategica
funzionale": non elimina né riduce i conflitti insorti. In chiaroscuro il
giudizio della Uil scuola: il decreto «mette ordine nelle graduatorie» ma «non
risolve il problema del precariato». Le assunzioni sono poche, rispetto al
numero elevato di posti vacanti e del naturale turn over dovuto ai
pensionamenti. Altri commenti parlano male delle graduatorie. La senatrice ds
Chiara Acciarini dice che molti insegnanti rimangono «sulla porta della scuola»,
anche a causa di norme, destinate «a suscitare conflitti e discussioni». Nel
mirino c'è tra l'altro il punteggio attribuito a chi ha fatto il servizio
militare, che l'Acciarini, come molti altri, giudica una «grave iniquità».
L'apprezzamento pacato dello Snals, che accetta la
«certezza della norma» ma critica un decreto che non ha accolto le articolazioni
previste dagli ordini del giorno di Camera e Senato, non trova eco nelle
critiche durissime di Gilda-insegnanti. Alessandro Ameli parla di un
«contentino», che non dà soluzioni adeguate a una situazione «drammatica», nella
quale permarranno iniquità e ingiustizie. L'associazione dei Cip, comitati
dei precari, dice che la «pretesa urgenza» del decreto è dettata dalla necessità
di «favorire le lobby universitarie» e l'immissione in ruolo «dei beneficiari
dell'ennesimo sovvertimento delle graduatorie».
Renato Venditti
3 aprile 2004
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