Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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ERRORI ON LINE, IL SINDACATO ACCUSA
Trasferimenti dei prof, annullati gli elenchi esplode la protesta

Un’altra bufera si abbatte sul mondo della scuola. Nel mirino i docenti che hanno fatto domanda di trasferimenti e passaggi (di cattedra e di ruolo) negli Istituti Superiori. In meno di 24 ore, infatti, hanno visto prima approvata e poi annullata la loro domanda. Gli elenchi, che erano stati pubblicati appena l’altra mattina, sono stati già annullati. In una nota diffusa ieri on line dal Csa (il centro servizi amministrativi), e indirizzata ai dirigenti scolastici si comunica infatti che: «si sono riscontrate incongruenze di carattere tecnico nell’elaborazione dei movimenti in oggetto. Pertanto è sospesa la pubblicazione degli elenchi dei trasferimenti comprensivi dei passaggi di ruolo e di cattedra per la scuola secondaria di II grado trasmessi il 14 giugno. Appena perverranno i chiarimenti di carattere tecnico da parte del gestore del Sistema informativo - conclude la nota firmata dal dirigente del Csa Luigi De Filippis - quest’ufficio ripubblicherà i movimenti».

Tanta delusione tra le centinaia di docenti, soprattutto quelli che a fatica erano riusciti ad ottenere il tanto sospirato passaggio di ruolo dalla scuota materna, elementare e media alla scuola superiore. Ancora una situazione improvvisa e paradossale - denuncia Libero Tassella, coordinatore provinciale della Gilda - come per i docenti precari di terza fascia, per i quali sono state cambiate le carte in tavola nella valutazione dei servizi, così ora anche per quelli di ruolo che dopo aver ottenuto il trasferimento o il passaggio se lo sono visti annullare in meno di 24 ore. Pare – prosegue Tassella - che il cervellone che dispone i movimenti sia impazzito, considerando nei passaggi precedenze inesistenti, anagrafando cioè dei docenti come provenienti da classi in esubero ma che, in realtà in esubero non sono e consentendo pertanto passaggi al di sopra delle aliquote consentite dal contratto sulla mobilità, insomma il solito copione con un unico risultato: il caos permanente. I docenti tutti, sia precari che di ruolo, sono trattati come oggetti da un’amministrazione che accumula errori su errori sulla pelle degli insegnanti.

16 giugno 2004