Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Anche Gilda in sciopero

Riduzione del numero dei docenti e progressivo disimpegno dello stato nell'istruzione. È questo l'intento non dichiarato della riforma Moratti: una mera operazione di contabilità, che porterà ad un taglio del numero delle cattedre, valutabile intorno al 20% nei prossimi sei anni. L'obiettivo primario, cioè la riduzione del personale docente, sarà realizzato riducendo il numero delle materie obbligatorie e, nella scuola media, anche mediante la cancellazione di alcune di esse.

Per tamponare gli esuberi è stata prevista l'introduzione delle materie facoltative e opzionali. Fermo restando che le garanzie sulla stabilità degli organici sono limitate solo al prossimo anno scolastico.

Le materie opzionali, peraltro, avranno un altro effetto dirompente e ben studiato: metteranno i docenti in una condizione di sudditanza verso i genitori degli alunni. Se l'offerta opzionale non sarà gradita alle famiglie, infatti, i docenti perderanno il posto. E ad aumentare il clima di incertezza intervengono anche i risultati dei sondaggi ministeriali, secondo i quali la riforma piace solo al 53% degli italiani. Di fronte a un'Italia divisa in due sulla riforma è lecito domandarsi che accadrà se l'attuale maggioranza non sarà riconfermata alle prossime elezioni. Si ricomincerà daccapo?

Alessandro Ameli - Coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti 

23 marzo 2004