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Inchiesta - Scuole Vulture-Melfese
E nelle piccole realtà «tagli» pure sul sostegno
Nel comprensivo di Pescopagano-Rapone
RIONERO - Quello della sicurezza non è il solo problema a fare la differenza tra
Istituti, c'è l'autonomia e con la nuova organizzazione del sistema della
scuola, il problema dei fondi. Un incubo, guarda caso, per le piccole emarginate
realtà scolastiche. Certo, non manca la felice circostanza di piccole entità
municipali dalle pingui casse comunali i cui Sindaci non lesinano, consapevoli
del valore strategico anche ai fini del consenso politico, dell'unica
istituzione culturale e di prestigio. In genere però, è proprio nelle aree più
deboli che l'emarginazione si approfondisce; di questi tempi, da quando i
benedetti fondi si sono ridotti a rivoletti, si rischia l'agonia. Non il tirare
a campare però. Tiene la consapevolezza che al progressivo impoverimento
culturale, alla perdita di efficienza faccia seguito la perdita del posto di
lavoro, una condizione che moltiplica le energie intellettuali, provoca la
capacità inventiva. Eppure mille contrarietà potrebbero farne scoppiare, dal
calo delle nascite alla mancanza di risorse, dall'emigrazione al pendolarismo
docente, e tuttavia, quasi ovunque, accanto al lamento c'è fermento. Ovunque c'è
la gara ad abbellire vetrine, a innovare, a presentarsi all'utenza con le carte
a posto, l'inglese innanzitutto, e quindi l'informatica bene o male perché nelle
scuole più piccole non è facile tirare fuori dal cilindro il docente competente
e così si procede a colpi di fortuna e a salti mortali. Accade al Comprensivo di
Pescopagano-Rapone, sull'Appennino Lucano, 302 iscritti. Non ce la fa il
vicario, l'insegnante Filomena Pinto, a trattenersi: «scriva, scriva, le nuove
disposizioni ministeriali sul rapporto alunni/classi hanno lavorato di scure
senza riguardo per i piccoli paesi; continuando di questo passo gli effetti
saranno devastanti, le piccole comunità saranno scippate dell'ultima spiaggia
culturale e si aggraverà l'emarginazione. E poi mi dica lei, è tollerabile che
si tagli finanche sul sostegno? Si parla tanto dei disabili e poi ecco i
risultati: solo nella nostra scuola i tagli ai fondi è il caso di dire ci hanno
tagliato le gambe, siamo passati da 4 insegnanti dello scorso anno a 2. Quest'anno
stiamo introducendo la lingua inglese solo nelle I elementari ma, pensi, senza
il personale esperto. Come facciamo? Ci affidiamo alla buona volontà di qualche
insegnante. I progetti? Ma lasciamo stare, stiamo curandone uno cui ci teniamo
tanto perché si aiuterebbe a saltare montagne e mentalità, non a caso il tema,
«paese che vai segreti che trovi» trattato attraverso i linguaggi come il
teatro, ma anche approfondendo l'arte la cultura il turismo delle tante piccole
comunità circostanti, ma i soldi non ci sono, per fortuna c'è la generosità dei
46 insegnanti che hanno rinunciato alle missioni, e poi degli utenti e qualche
ente pubblico e privato».
Antonio Pallottino
17 novembre 2003
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