Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Nidi, trenta maestre supplenti si ribellano alle privatizzazioni
LA PROTESTA «Così rischiamo la disoccupazione»

TRENTO - Trenta educatrici supplenti si ribellano alla privatizzazione dei nidi. In una lettera aperta spiegano quale sarà il futuro che li attende nel settembre 2004, quando entrerà in vigore l'esternalizzazione dei nidi Clarina ed Europa. «Privatizzazione dei nidi per noi vuol dire meno lavoro, poiché gli attuali posti vacanti verranno occupati dalle educatrici e addette di ruolo degli esternalizzati, che noi non abbiamo mai classificato di serie B, anche se riteniamo importante una riflessione sulle condizioni lavorative in cui si trovano ad operare».All'assessore Pegoretti dicono: «La visione sui servizi per la prima infanzia non può limitarsi a un puro e semplice calcolo economico, ma si valuti seriamente cosa e come siano state date risposte ai bambini e alle famiglie». Temono per ciò che li attende: altra precarietà. «Penalizzato sarà soprattutto chi lavora da molti anni, poiché l'esperienza e la professionalità maturata non è tenuta in nessuna considerazione dal privato per un posto di lavoro. Per costruire questa professionalità ci siamo impegnate, per anni, in corsi di aggiornamento e formazione, confrontandoci costantemente con gruppi di lavoro. Riteniamo profondamente ingiusto che l'amministrazione comunale decida di toglierci la possibilità di lavoro quando, per anni, abbiamo contribuito a sostenere la qualità nei nidi pubblici».E intanto martedì sera è sorto un coordinamento dei genitori dei bambini degli asili nidi, che si oppongono al regolamento provinciale che abbassa - da febbraio 2004 - il rapporto tra educatrici e bambini. «Ne consegue l'impossibilità di seguire un percorso educativo personalizzato sul singolo bambino». Il coordinamento - i cui portavoce sono Alberto Sordo, Cristiano Covi, Luciano Groff - invierà una lettera a tutti i consiglieri provinciali e al presidente Dellai. All'assessore Tiziano Salvaterra si chiederà un incontro.Infine, il Servizio servizi all'infanzia del Comune smentisce di avere «negato» la sala riunioni della sede dell'asilo nido San Giuseppe al coordinamento. «La sala era stata autorizzata il 21 novembre - spiega la dirigente Franca Pireri - ma quattro giorni dopo la rappresentante dei genitori ha chiesto la revoca dell'autorizzazione.

c.ve.

27 novembre 2003