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Il taglia cattedre annulla le assunzioni
Sono 15 mila i posti che saranno cancellati nel 2004
Il taglia cattedre annulla le assunzioni
I tagli al personale scolastico nel 2004 ci saranno, in particolare alle
superiori. Sono 15 mila, tra insegnanti e ausiliari, tecnici e amministrativi, i
posti che spariranno entro il prossimo anno dagli organici dei dipendenti
scolastici, tanti quanti sono stati autorizzati per le nuove assunzioni dal
ministero dell'economia. La contrazione, prevista dalla legge finanziaria 2002,
sarà attuata nonostante la necessità di sostenere la riforma dei cicli
scolastici, che amplia l'offerta formativa.
Lo ha annunciato la scorsa settimana il capo dipartimento del ministero
dell'istruzione, Pasquale Capo, nel corso di un incontro tecnico con Cgil, Cisl,
Uil e Snals sul contratto per la mobilità.
Il ministero dell'istruzione ha confermato che sarà applicata la legge n.
448/2001, la Finanziaria 2002 appunto, che aveva stabilito la riduzione di
33.500 cattedre in tre anni, delle quali 8.500 per l'anno scolastico 2002/03,
12.500 per quello in corso e altri 12.500 per il 2004/2005. La misura di
razionalizzazione del personale scolastico, che costituisce il più nutrito del
comparto del pubblico impiego con il suo milione di dipendenti, riguarda anche i
collaboratori scolastici (Ata): il 6% in meno nel triennio 2003/2005.
Misure che praticamente annulleranno l'incremento di immissioni in ruolo
autorizzato per il 2004/2005 a copertura dei posti vuoti in organico. La misura
di contenimento della spesa proseguirà d'altra parte nei prossimi anni: il
ministro dell'economia, Giulio Tremonti, ha previsto nella Finanziaria del 2004
un ulteriore taglio dell'1% sia per il 2005 che per il 2006.
La situazione
L'amministrazione ha evidenziato che, fatta eccezione per le scuole medie che
non subiranno riduzioni, negli altri ordini di scuola si è registrato un forte
discostamento tra l'organico di diritto e le situazioni di fatto degli studenti:
nella scuola elementare si è registrata una differenza di 18 mila unità in meno,
differenza che verrà compensata dagli anticipi delle iscrizioni che sono stati
valutati in 25 mila unità; nelle superiori, invece, ci sanno 41 mila studenti in
meno rispetto alle previsioni. Ed è probabilmente su questo troncone che si
concentreranno i tagli degli organici del personale. L'organico dei docenti di
sostegno ha registrato invece un incremento di 2.500 posti rispetto all'organico
di fatto, raggiungendo circa le 80 mila unità complessive.
Per la scuola dell'infanzia, secondo il ministero non sono al momento
ipotizzabili tagli, ma neanche investimenti finalizzati alla necessità di
eliminare le liste d'attesa e consentire l'accesso generalizzato ai bambini che
compiono 2,5 anni.
Le reazioni
"Per il secondo anno consecutivo ci troviamo di fronte a nuovi tagli al
personale, che indeboliscono il sistema e non consentono di migliorare il
servizio", ha stigmatizzato Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola.
"Questi tagli, che si vanno ad aggiungere alle oltre 20 mila unità dei due anni
precedenti, metteranno in ginocchio le istituzioni scolastiche che troveranno
enormi difficoltà", ha detto Daniela Colturani, numero uno della Cisl scuola.
"La Moratti privatizza la nostra scuola riducendo l'offerta formativa e mettendo
in crisi il suo funzionamento mediante un costante taglio degli organici e delle
risorse economiche che possono utilizzare le istituzioni scolastiche", accusa
Enrico Panini, segretario della Cgil scuola. E proprio per dire no al taglio
degli organici e alla privatizzazione della scuola pubblica, Cgil, Cisl e Uil
hanno indetto per il prossimo 29 novembre una manifestazione nazionale a Roma.
Manifestazione di tenore analogo si è tenuta ieri su invito dello Snals-Confsal.
25 novembre 2003
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