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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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La protesta a scuola divide famiglie, ragazzi e
insegnanti. All’Agnesi di Milano convocati 150 disobbedienti Mentre al Manzoni (domani è atteso Gad Lerner) e in altri licei le proteste continuano, ieri sembrava tutto tranquillo al magistrale Agnesi. Finché non è girata la notizia di 150 lettere spedite ad altrettanti studenti individuati come gli organizzatori dell’occupazione di novembre. Convocazione uno per uno, davanti al consiglio di classe, per prendere eventuali procedimenti disciplinari. «Ci vogliono processare - dicono gli studenti -, il preside ci aveva minacciato subito». I colloqui partiranno dalla prossima settimana. «Mia figlia è minorenne - sbotta una madre -, se deve essere processata per le sue idee voglio essere presente anche io». Appena arriveranno le temute sospensioni ai «150 capri espiatori», i ragazzi risponderanno con altre iniziative, magari organizzate con le famiglie. Ma il preside Giovanni Gaglio - tra l’altro sostenitore
dell’«occupazione regolamentata» inserita nel programma - precisa: «Non si
tratta né di processo né di intimidazione. Anzi, la convocazione, secondo il
regolamento di istituto, vuole tutelare i diritti dei ragazzi. Noi abbiamo un
dovere di educare alla legalità. Di fronte a un’illegalità quale un’occupazione
noi, preside e docenti, non possiamo non intervenire».
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