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Il corteo ha attraversato le vie della città
Gli studenti in piazza contro la riforma Moratti
Tanti i ragazzi che si sono incontrati ieri mattina al liceo classico.
All’inizio erano poco più di un centinaio, infreddoliti, bagnati a causa della
pioggia. Li unisce lo stesso pensiero: no alla riforma Moratti. Tutti sono
informati: «Ci hanno aggiornato i rappresentanti d’istituto», dice un ragazzo
dello scientifico, dai capelli a spazzola. In via Barbagia sono poi arrivati i
ragazzi dello scientifico. «Con questa riforma Moratti» spiega Angela Corda,
segretaria della sinistra giovanile e studentessa del liceo classico «si cerca
di creare scuole di serie A e di serie B. La riforma ha previsto dei tagli alle
scuole pubbliche a favore di quelle private». Il corte è così partito per
raggiungere la rotatoria per aspettare i ragazzi dell’istituto professionale e
quelli del Tecnico Deffenu. Il corteo è al completo: si può partire per piazza
Regina Margherita. Ora sono circa trecento: sfilano sotto l’occhio vigile della
polizia e dei vigili urbani, ma tutto è tranquillo. Nonostante fossero lì per
manifestare hanno animato la manifestazione con canti e inni contro la Moratti,
la riforma della scuola e contro Berlusconi, ma tutto nell’ordine e senza troppa
confusione. «Stiamo manifestando Ñ racconta una studentessa del classico, dal
taglio assimetrico e dal trucco deciso Ñ perché non è possibile che si ritorni
alla scuola italiana degli anni cinquanta, dove solo ai figli dell’alta
borghesia era permesso studiare, mentre agli altri non rimaneva che proseguire
con l’avviamento professionale o col mondo del lavoro». Il traffico viene
bloccato quando i ragazzi si siedono nell’asfalto, all’incrocio di via Regina
Elena e Redipuglia, sotto gli occhi degli autisti, bloccati dagli agenti,
piuttosto innervositi. «Ma perché i giovani di oggi non hanno proprio voglia di
studiare», si lamentano i più. Ma al contrario di quel che pensano gli adulti, i
ragazzi sono convinti della protesta che portano avanti: «Chi non investe nella
scuola non vuole investire nel futuro di noi giovani», afferma Elisa Parriciato,
studentessa del classico. «Per la guerra né vinti né vincitori, solo morti»,
canta invece, un gruppetto del corteo. Matteo Cozzula, delle professionali,
Raffaele Manca, del linguistico, Gian Matteo Cossu, dello scientifico, tengono
un manifesto di protesta che parla di diritti negati agli studenti. Verso le 10
il corteo arriva in piazza Regina Margherita per il concerto. Sono tutti pronti:
gli “Psiche 4”, col loro ska punk, i “Carpe diem”, col loro rap, gli “Hard ness”,
col punk rock, e i “Mid way”, col loro punk californiano. Purtroppo non si fa
nulla: inizia a piovere forte e gli organizzatori decidono di rimandare il
tutto.
Antonella Manca
27 novembre 2003
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