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Ieri giornata di lotta nei tre atenei
Roma, studenti in cerca di spazi
Occupazioni, assemblee, cortei, blocco della didattica. E' l'autunno caldo degli
studenti universitari. Questa volta ad organizzarsi sono gli iscritti della
Sapienza, in una giornata intitolata "Conquistiamo diritti, liberiamo spazi"
dedicata alla difesa del diritto studio, per la conquista di aule dove poter
studiare ma anche socializzare e far vivere l'università. Una maratona di
manifestazioni, incontri pubblici, discussioni in tutte le facoltà culminate
ieri in un corteo che ha visto centinaia di studenti sfidare la pioggia di una
capitale fredda e invernale. «Siamo tornati!», gridava qualcuno dai megafoni.
Quel movimento, già motore della protesta studentesca nel 2001 che contribuì
alle giornate di contestazione al G8 a Genova e che arrivò a Firenze passando
per Porto Alegre, ancora non si ferma. «Nella città universitaria gli studenti
sono in continuo fermento», dice Tatiana del Coordinamento dei collettivi,
soggetto promotore della giornata. Anime attive, inquiete, distratti, a volte,
dalle inefficienze che la governano, ma sempre consapevoli di ciò che deve
essere garantito: diritto allo studio, mense, alloggi, accesso gratuito alle
biblioteche, ai libri di testo, assistenza alla didattica alle esigenze di una
vita "precaria" che pretende servizi agevolati per il trasporto, per l'accesso
alla cultura.
Vecchi e nuovi problemi che accomunano ciò che rimane delle università pubbliche
e di massa in tutta Italia sotto attacco ormai da più di dieci anni da
avventurose politiche illiberali e incostituzionali. Provvedimenti trasversali
che hanno attraversato governi di centro destra e di centro sinistra con una
continuità storica che difficilmente riesce a mantenerli distinti. «Contestiamo
oggi la riforma universitaria della ministra Moratti - racconta Francesco, al
quarto anno di psicologiac- così come ieri contestavamo la riforma Zecchino del
governo di centrosinistra. Nulla è cambiato nei contenuti, nulla è cambiato
nella nostra lotta».
E allora appuntamento alle tre e mezzo del pomeriggio di fronte al Rettorato per
un nuovo "assalto al palazzo", per il primo grande appuntamento dell'anno. Gli
studenti, reduci da una mattinata impegnativa, arrivano in massa. «A questa
giornata hanno aderito tutte le facoltà - spiega Michela di psicologia, mentre
faticosamente cerca di governare il camion con la musica - portando ognuna, i
propri percorsi». Ecco infatti gli studenti di Scienze della comunicazione e
Sociologia che chiedono spazi per studiare e nuove aule. «Vogliono trasferire la
nostra facoltà nel quartiere Tor Sapienza, nell'estrema periferia - spiega Diego
- ma arrivare lì per noi significa non meno di mezza giornata in autobus». «E'
assurdo - lo interrompe Claudia - io sono fuorisede, spendo un sacco di soldi
per mantenermi agli studi e per garantirmi un alloggio. Possibile che con tutto
quello che pago, non abbia diritto a niente?».
Il sit-in intanto comincia ad ingrossarsi mentre arrivano gli studenti di
Scienze politiche che hanno da poco terminato un incontro pubblico con Toni
Negri, (coautore di "Impero"). «Un incontro - spiega Francesco - che segna la
giornata zero sul percorso di autoformazione promosso dagli studenti dal titolo
"Europa e movimenti sociali». A Lettere invece hanno ottenuto, dopo un'assemblea
numerosa, un ulteriore appello ed una conferenza studenti/professori per
discutere sul riordino della didattica. Ma intanto il corteo avanza e prima di
confluire alla mensa universitaria di Via de Lollis, c'è anche il tempo per un
blocco stradale in una delle arterie più trafficate della capitale. «Vogliono
privatizzare anche le mense e le case dello studente - grida Roberta agli
automobilisti inferociti - così ci tolgono quel minimo di assistenza che avevamo
e ce la rivendono a caro prezzo. Io non ci sto!». Il corteo nel frattempo è
finito e fervono i preparativi per la mega festa organizzata la sera nella mensa
stessa «proprio perché - spiega un volantino - vogliamo riprendercela».
Giuliano Rosciarelli
5 dicembre 2003
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