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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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“Quest’anno alle okkupazioni faremo prevalere l’informazione” RAVENNA - Una delle più assestate tradizioni pre-natalizie potrebbe quest’anno saltare. Sembra, infatti, che “l’okkupazione” degli istituti superiori , un vero e proprio must del dopo-Immacolata, venga quest’anno sostituita con una nuova formula. Non significa quindi che gli studenti rinunceranno alla protesta, ma sembrano intenzionati a cambiare il loro metodo di contestazione. Dopo l’esperienza a sè stante del liceo artistico Nervi (dove gli studenti hanno presidiato le aule per otto giorni fino a venerdì scorso esponendo in piazza S. Francesco le proprie opere), terminata anche l’occupazione di soli cinque giorni all’Agrario, gli studenti sembrano intenzionati a voltare pagina. “Abbiamo iniziato un sit-in all’interno del nostro istituto il 29 novembre, in corrispondenza con la manifestazione nazionale contro l’abolizione del tempo pieno - spiega Pietro Marangoni, rappresentante dell’Itis -. Ma l’abbiamo fatto solo nel weekend, non intaccando una sola lezione. Per contro abbiamo avviato una collaborazione con la presidenza per iniziare una campagna informativa su come cambierà, con l’applicazione dei decreti Moratti, il valore del nostro titolo di studio. Dopo le vacanze natalizie partirà una campagna martellante”. Anche al Classico e allo Scientifico l’impostazione sembra essere la stessa. “Forse inizieremo un’occupazione nel weekend dopo le vacanze - dichiara Sasha Peretti, dell’Alighieri-Savoia -, alcuni vorrebbero cominciare già domani (oggi, ndr ), ma i rappresentanti sono contrari”. “Vorremmo iniziare una protesta simbolica il 21 dicembre, in corrispondenza della fine delle lezioni - spiega Michele Casadio, rappresentante dell’Oriani - per avviare la contro-informazione tra studenti”. Anche al Callegari “vogliamo evitare una protesta isolata e irresponsabile - afferma Davide Bono, studente nel consiglio dell’Ipsia -. Abbiamo un forte dialogo con il nostro preside; preferiamo confrontarci con lui. Servirebbe però una campagna sulla Riforma, che presto sancirà un’emergenza nella scuola italiana”.
Andrea Tarroni
16 dicembre 2003 |