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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Protesta dei docenti clesiani A chiederlo sono sessanta docenti dell'Istituto comprensivo di Cles che hanno inviato all'assessore Tiziano Salvaterra una lunga nota con in calce la firma del personale docente in forza all'istituto, che oltre a Cles (elementari e medie) comprende le scuole di Livo e Rumo. "La scelta operata dall'assessorato non è condivisibile perché disconosce la funzione ed il profilo professionale di questi operatori scolastici, una decisione che va oltre le ragioni della pedagogia. Infatti gli assistenti educatori, almeno nella maggior parte, da molti anni lavorano con mansioni parallele e complementari a quelle degli insegnanti pur in una diversa collocazione di ruolo professionale, di carico d'orario e di trattamento economico" scrivono. Una presenza importante nella scuola laddove essi (gli assistenti educatori), per molti ragazzi e bambini in difficoltà d'apprendimento, abbiano in carico una specifica responsabilità nel contesto di apprendimento di comportamenti sociali. Tanto più in una situazione come quella in cui versano attualmente le realtà scolastiche sempre più alle prese con la carenza di personale di sostegno. Secondo i firmatari della petizione "disconoscere o interpretare riduttivamente la professionalità e la funzione degli assistenti educatori potrebbe rivelarsi, in prospettiva ma anche in termini abbastanza immediati, una notevole perdita per un sistema educativo che cerchi di rispondere ai bisogni di crescita culturale e umana della propria comunità con un utilizzo intelligente delle risorse". Una critica ma anche una proposta concreta con l'invito all'assessorato di non considerare gli attuali assistenti educatori come "un insieme unico ed omogeneo", ma individui. Secondo i docenti di Cles, la Provincia dovrebbe piuttosto favorire la qualificazione degli assistenti educatori che sono disponibili ad un salto di qualità. "In questo modo -
concludono gli insegnanti - non solo sarebbe evitata una grave ingiustizia ed
una dispersione di professionalità, ma sarebbe invece rinforzato il sistema di
risorse a disposizione degli Istituti comprensivi per dare ai ragazzi che ne
hanno bisogno risposte formative valide, anche in una prospettiva sociale". |