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DOPO I RAID
«Militarizzare le scuole non serve»
L’assessore: neppure le telecamere bastano. Il preside: ascoltiamo di più i
ragazzi
Scuole vandalizzate e
violentate, registri bruciati, ladri che portano via computer e materiale
didattico. Atti di teppismo che, oggi come oggi, non meravigliano più nessuno.
Lo si percepisce dalle parole degli assessori alla Pubblica istruzione di Comune
e Provincia, Ermanno Guerra e Pasquale Stanzione, ma anche da quelle del preside
dello scientifico «Da Procida», Nicola Scarsi. Tutti chiedono più collaborazione
tra istituzioni scolastiche, politiche e forze dell’ordine; ma anche più
rispetto per la stessa scuola. Tutti lanciano, ognuno dalle rispettive sedi di
competenza, lo stesso appello: «non si possono blindare i luoghi del sapere,
occorre soltanto avere più rispetto per la cosa pubblica».
E qualcuno avanza anche l’ipotesi che, in fondo, i teppisti potrebbero essere
studenti dal «dente avvelenato». «Episodi di questo tipo - replicano però
assessori e docenti - si sono sempre verificati nelle scuole».
Dunque, cosa fare? «Certo - spiega il preside Scarsi - non si può portare la
polizia negli istituti perchè deve essere rispettata la libertà di crescita e di
errore dei ragazzi. Soltanto quando ci sono prove certe della colpevolezza dei
propri ragazzi, docenti e capi d’istituto devono chiedere un intervento delle
divise».
Sull’ipotesi di studenti-teppisti, però, il dirigente del «Da Procida» recita un
mea culpa. E lo fa da addetto ai lavori. «Molte responsabilità - dice - sono
anche del corpo insegnanti: manca l’educazione critica da parte dei docenti e,
soprattutto, mancano le condizioni perchè non ci siano studenti scontenti.
Certo, alla fine è difficile che un ragazzo possa assumersi le proprie
responsabilità senza rovinarsi ma in questi casi si deve fare appello alla
propria coscienda di educatore. E questo è uno dei mestieri più difficili.
Spesso ci manca la capacità di ascolto, di mediare tra i diversi messaggi
culturali e di mostrare ai giovane la coerenza dell’esempio». E ancora: «L’unica
soluzione è rafforzare le difese interne, lavorare sull’educazione dei ragazzi».
«Abbiamo fatto di tutto per rendere più sicure le scuole - replica l’assessore
provinciale Stanzione - abbiamo anche messo delle telecamere all’interno dei
plessi. Quanto accaduto di recente, però, dimostra che chi ha intenzione di
mettere a segno il colpo sa come muoversi e sa anche come eludere i controlli.
Non possiamo continuare a montare cancellate fuori alle porte e alle finestre:
così ne perde la scuola stessa». E poi aggiunge: «Abbiamo delle soluzioni ma...ci
stiamo lavorando e, per ora, è meglio non darvi pubblicità».
«Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere un maggiore impegno alle forze
dell’ordine - replica l’assessore comunale Guerra - ma non possiamo attribuire
la responsbailità di quanto accaduto a nessuno. Certo non credo che come
amministrazione decideremo di utilizzare le ronde notturne, magari pattuglie di
agenti della polizia municipale, per fare la guardia ai plessi scolastici».
E poi aggiunge: «La cosa più grave di tutta questa vicenda è che, in questo
modo, si costringe l’amministrazione a distogliere risorse importanti da altri
settori per destinarle al ripristino delle strutture vandalizzate».
Intanto resta un dato: che sono già due le scuole prese di mira dai vandali in
meno di una settimana.
PETRONILLA CARILLO
3 dicembre 2003
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