Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Ma il protezionismo è improponibile
Insegnanti sardi senza cattedre


Faccio parte delle tante leve isolane della scuola e ho superato l’ultimo concorso ordinario per l’abilitazione all’insegnamento. Ebbene, su dieci insegnanti che lavorano nelle nostre scuole, solo quattro sono sardi. I docenti isolani si trovano superati dai colleghi continentali che, non si sa come, a 30 anni hanno già una cattedra o hanno punteggi esorbitanti (vedi i siciliani). E in tutto ciò la Regione è totalmente indifferente, anzi, sta a guardare mentre i suoi cittadini emigrano. Eppure, basterebbe rivedere la legge sull’insularità… Abbiamo “vinto” per quanto riguarda i mezzi di trasporto, perché non fare lo stesso per il lavoro? Non me ne vogliano i colleghi di “fuori”. In fondo, direte, questi sono lavori statali e si va dove c’è posto, soprattutto se si superano i concorsi. Certo, sono d’accordo con voi. Però, provate ad andare nei Tribunali e chiedete quanti sardi ci lavorano; oppure, provate a fare un giro nella Costa Smeralda in estate e fate un sondaggio per sapere quanti sardi lavorano alle reception, o come animatori… insomma fanno un lavoro che non sia quello di cameriere. Non ce l’ho con voi, ma con il razzismo della mia Regione che preferisce far andare via i suoi figli (spesso per sempre) in favore dei parenti che, dopo uno o due anni, con tanti ringraziamenti, ritorneranno nelle loro case. Grazie, Sardegna.

Daniela Putzu
Futura emigrante

L’idea che tutti i posti di lavoro in Sardegna debbano essere appannaggio dei sardi (o che i sardi debbano comunque avere la precedenza) è molto diffusa. Così come la sensazione di tradimento da parte di una non ben identificata “autorità”: nel suo caso la Regione, colpevole di mancato protezionismo intellettuale. In tutta franchezza, dissento completamente. Gli insegnanti hanno diritto di spostarsi come e dove credono, nel rispetto di concorsi e graduatorie. E questo vale per ogni ramo della pubblica amministrazione. La guerra (spesso sotterranea) al forestiero ha già causato non pochi danni, all’Università come negli ospedali. La mobilità porta al confronto: ci sono professori sardi nelle scuole (o facoltà) del Continente, e viceversa. Ciò che conta è la competenza professionale, non il luogo di nascita o di formazione. Rovesci il suo ragionamento, sostituendo la Lombardia alla Sardegna: otterrà un discorso che sarebbe perfetto in bocca al senatore Bossi.

Daniela Pinna

23 novembre 2003