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Difesa del tempo pieno. Consegnata dalle famiglie la
petizione ad Antonaz.
L’assessore: proporrò maggiori risorse e una nuova legge.
Una scuola ferita, un comitato allargato in rivolta contro la riforma Moratti
che consegna all’assessore regionale Roberto Antonaz tremila firme a sostegno
dell’istruzione statale in Friuli Venezia Giulia. Serata dedicata alla scuola
quella di ieri, all’auditorim della Regione di Pordenone con la regia del
neonato Comitato per la scuola pubblica per salvare il tempo lungo in classe e
il servizio mensa senza fidarsi della retromarcia sull’orario corto promessa dal
ministro Moratti ai Comuni italiani.
«Una retromarcia parziale quella del ministro Moratti sul decreto attuativo
della riforma - ricentra il problema del tempo pieno, prolungato e per la mensa
tagliati, l’assessore regionale all’istruzione Roberto Antonaz -. La Regione
Friuli ha votato contro alla proposta e il fallimento della riforma è evidente:
bocciata nelle piazze e nelle scuole da docenti, genitori, cittadini. La Regione
interviene per tamponare le falle degli interventi taglia-spese del Governo
sulla scuola statale e la mia proposta in bilancio 2004 è aumentare il
contributo per il tempo pieno territoriale con 175 mila euro aggiunti a 225
mila, dare risorse ai centri di formazione per adulti, varare una legge
regionale per la scuola nel quadro dell’istruzione nazionale. Nel 2003 le scuole
non statali in Friuli hanno ricevuto 5 milioni 780 mila euro di risorse
regionali, mentre le statali che rappresentano il 95 per cento dell’utenza
appena 4 milioni di euro: vogliamo invertire rotta con uno stanziamento per
l’istruzione statale di 9 milioni di euro e per le paritarie riduzione a 4
milioni 290, più tagli ai cosiddetti “diplomifici”. Raddoppiato l’assegno agli
studenti e comodato dei libri di testo nella scuola dell’obbligo e nel biennio
delle superiori».
Al coraggio delle scelte per il 2004 fa eco il Comitato per la scuola pubblica
(sulla petizione firme eccellenti come del dirigente scolastico Sergio Chiarotto)
nel ribadire priorità dell’equiparazione dei redditi per il diritto allo studio
(«per tutte le famiglie il tetto a 52 mila euro» sostiene la docente Rita
Orecchio), lo stop al “buonismo” verso le paritarie («rimandiamo al mittente la
riforma Moratti e stimoliamo la Regione perché approvi in bilancio le proposte
dell’assessore Antonaz» afferma Giuseppe Rizzardo, genitore di Porcia) e il
massimo impegno per la difesa del tempo pieno, prolungato e della mensa
(«riforme per la scuola sì, ma non all’insegna di una sottocultura liberista e
manageriale» si indigna Giovanni Polizzi docente al liceo “Leopardi-Majorana”).
Platea in fibrillazione sul braccio di ferro statale/paritaria (per il
cigiellino Gianfranco Dall’Agnese «occorrono verifiche sulle scuole paritarie e
la Regione deve trovare unità nel mantenere fede al programma elettorale» mentre
Trevisan dell’associazione famiglie delle paritarie afferma «un no deciso alle
discriminazioni a spese delle scuole non statali») e sul tempo scuola lungo (Pio
De Angelis e Piero Colussi, consiglieri regionali, sono convinti dell’urgenza di
una nuova legge sul diritto allo studio). L’intervento di Roberto Guarini,
genitore provinciale rilancia la discussione: «Sono deluso: per le assenze
vistose dei sindaci del Pordenonese - si sfoga - e di molte sigle sindacali, dai
toni di comizio politico che assume l’incontro. Le leggi sbagliate non hanno
colore nè bandiere: vanno eliminate e la riforma va corretta».
Prossimo appuntamento del Comitato il 22 dicembre alle 18 nella Casa del Popolo
di Torre. Chiara Benotti
18 dicembre 2003
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