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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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La controriforma Moratti fa indietreggiare il
Paese, una selezione di classe e la scuola assoggettata all'impresa Il caso della scuola è emblematico. Se dovessi dire in poche parole quale è l'essenza della controriforma Moratti sulla scuola, riassumerei il giudizio nel fatto che torniamo a prima del '62, ad una scuola di classe che impone ai figli dei ceti più deboli di andare alle "scuole tecniche" e a quelli dei ceti più forti permette l'accesso alle "scuole umanistiche e scientifiche". Ossia la selezione di classe, che pure c'è sempre stata in tutti questi decenni entro il percorso scolastico, ora viene anticipata alla fase dell'ingresso nella scuola superiore. Da quel momento comincia a delinearsi il destino sociale dei giovani. Ma, non contento di ciò, il governo ha deciso di liquidare il tempo pieno nella scuola elementare. Neppure il livello inferiore dell'istruzione dell'obbligo è rimasta indenne dalla furia controriformatrice. In questo quadro soffriranno tanto gli alunni quanto le loro famiglie, tanto il personale insegnante che quello di supporto. Verranno distrutte speranze e mortificate professionalità. A Roma, come in altre città, è subito cominciata un'agitazione che vede coinvolti i genitori che, con la perdita del tempo pieno, vedrebbero ulteriormente peggiorate le condizioni delle loro famiglie. Per parte nostra cercheremo con ogni mezzo in sede parlamentare di giungere ad una modificazione sostanziale del testo del decreto. Se così non dovesse avvenire il balzo all'indietro sarebbe enorme. Dopo una storica vittoria in una battaglia, Bismarck ringraziò i maestri delle elementari dello stato prussiano che avevano concorso a formare simili valorosi soldati. Non ho ovviamente alcuna nostalgia per l'epopea bellica, ma sì, lo confesso, per il senso dello stato e della pubblica istruzione che ci viene da quella tradizione. Appunto, come si vede, questo governo si colloca addirittura a prima del 1870. Ma è invece nei tempi nostri, quando assoggetta le esigenze della pubblica istruzione a quelle della distruzione dello spazio pubblico e della vita sociale dettate dalla pura logica del profitto, che vuole privatizzazione dell'istituzione scolastica, abbassamento dei livelli di qualità dell'istruzione nella struttura pubblica, selezione preventiva negli ingressi e nelle scelte di indirizzo di studio, assoggettamento della scuola alle esigenze dell'imprese, privilegiando tra queste quelle più miopi. Il resto, come la "I", che doveva stare per inglese, era ed è solo propaganda. Per questo la cancellazione della controriforma Moratti è uno dei punti che proponiamo per un governo che nasca dalla sconfitta delle destre. 21 dicembre 2003 |