Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

Home     |     News     |     Comunicati     |    Rubriche    |     Documenti     |    Sede provinciale    |     Cerca    |    Archivio     |     Scrivici
 


 

Raccolta di firme del «Forum delle scuole» contro la riforma Moratti
«Per la qualità della scuola pubblica»


«Una campagna a difesa del tempo pieno e prolungato nelle scuole elementari e medie, che saranno la più colpite dagli interventi della "controriforma" Moratti. Con la raccolta di firme di genitori e insegnanti a una mozione da presentare ai Comuni che, con l’introduzione del nuovo modello scolastico, dovranno affrontare maggiori spese, dal momento che la Finanziaria continua a ridurre i finanziamenti al servizio pubblico». Questa è la principale delle iniziative di informazione e sensibilizzazione che il «Forum delle scuole bresciane» attuerà in città e provincia «in difesa della qualità della scuola pubblica». Le motivazioni di critica al primo decreto attuativo della riforma, diventata legge nel marzo scorso e che, con ogni probabilità, dovrebbe entrare in vigore con gradualità dall’anno scolastico 2004-2005, sono state illustrate ieri mattina nel corso di una conferenza stampa, nella sede dell’Istituto Franchi del Villaggio Sereno, da tre rappresentanti del Forum: Guido Brianza, insegnante di scuola media; Giulio Ghidotti, maestro elementare; Giorgio Mostarda, genitore. Secondo gli esponenti del Forum, «la Riforma Moratti peggiorerà l’attuale qualità delle scuole elementari e medie, perchè prevede l’orario obbligatorio delle attività didattiche a 27 ore settimanali, lasciando ai genitori la facoltà di far frequentare ai figli fino ad altre 3 ore settimanali nelle elementari e 6 ore nelle medie per attività didattiche opzionali. Mettendo in serio pericolo - hanno detto - le esperienze in atto di tempo prolungato che prevede due-tre rientri pomeridiani e tempo pieno su 5 giorni, che fanno arrivare l’orario settimale da 36 a 40 ore, con relativo servizio mensa». Il Forum critica anche l’anticipo a 2 anni e mezzo delle iscrizioni nella Scuola dell’infanzia, dal momento che ora, specialmente al Sud, non si riesce a soddisfare le richieste di frequenza di tutti i bambini di 3 anni.

(g. spi.)

22 novembre 2003